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Equo compenso: i professionisti a confronto

Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche hanno incontrato a Roma il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per approfondire le distorsioni del mercato a seguito della cancellazione di ogni riferimento, a partire dal 2006 con le liberalizzazioni, anche solo orientativo sui compensi.

I ceti professionali italiani, infatti, sono sempre più spesso costituiti da lavoratori intellettuali alla mercé di soggetti contrattualmente più forti, in grado di imporre clausole vessatorie. Da qui la richiesta congiunta di prevedere nel nostro ordinamento una legge sull’equo compenso.

La giusta attenzione nei confronti dei compensi professionali rappresenta per gli iscritti agli Albi un punto nodale: per quanto attiene all’aspetto economico, per una effettiva ed efficace tutela della committenza e per il rispetto della dignità professionale dei liberi professionisti.

Il commento del Presidente

"È importante sottolineare”, aggiunge Armando Zambrano, Coordinatore della Rete, “come, ancora una volta, gli Ordini ed i Collegi portino avanti le istanze dei professionisti, monitorando i temi argomento di dibattito in Parlamento e nei Ministeri, approfondendo i testi legislativi, proponendo opportune correzioni e sensibilizzando i decisori politici attraverso incontri e tavoli di confronto, per sostenere le argomentazioni a sostegno dei professionisti tecnici”. 

In allegato il comunicato stampa

Redazione - Ediliziappalti -  Grizzaffi Management srl

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CNGeGL: nuove occasioni di crescita per i professionisti

Negli ultimi 18 mesi le misure a favore dei liberi professionisti e le opportunità di finanziamento sono notevolmente aumentate: un approccio corretto verso gli incentivi aiuta ad orientarsi in direzione di occasioni di crescita e sviluppo sempre nuove.

Tra i professionisti tecnici, i geometri sono destinatari di molte possibilità di finanziamento agevolato, in ambito comunitario, nazionale e regionale, che possono trasformarsi in un validissimo sostegno per investimenti mirati. Si tratta di programmi, progetti di ricerca e azioni di formazione che contribuiscono allo sviluppo professionale e aprono interessanti occasioni di crescita lavorativa.

Dal monitoraggio mensile svolto dagli analisti di GEOWEB S.p.A, ecco alcuni dei bandi di maggiore interesse rilevati:

- Miglioramento sismico tramite demolizione e ricostruzione di edifici privati della Regione Campania: favorire l'erogazione di contributi per interventi di rafforzamento locale, miglioramento sismico o la demolizione e ricostruzione di edifici privati;

- Studi di micro-zonazione per la prevenzione del rischio sismico della Regione Campania: realizzare una maggiore integrazione delle azioni finalizzate alla mitigazione del rischio sismico;

- Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all'asta e ripari di pesca della Regione Sicilia: valorizzare le caratteristiche fisiche e funzionali dei porti pescherecci contribuendo alla complessiva riqualificazione dei luoghi.

Redazione - Ediliziappalti.com – Grizzaffi Management srl

Riproduzione Riservata

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Proroghe a fine luglio per imprese e professionisti

  • Pubblicato in Appalti

Il decreto milleproroghe 210/2015 approvato in questi giorni dalla camera dà il via ad una serie di proroghe in materia di infrastrutture e lavori pubblici.
Una prima modifica riguarda sia le imprese che i professionisti che  possono qualificarsi in gara tenendo in considerazione i lavori svolti negli ultimi cinque anni dalla data di pubblicazione del bando.
In secondo luogo, viene data alla stazione appaltante la possibilità di escludere automaticamente dalla gara le offerte anomale con ribasso sotto soglia comunitaria.
Per capire quali saranno le disposizioni finali previste da tale decreto bisognerà aspettare a fine luglio.

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Appalti: finalmente qualità e centralità della progettazione

Molto soddisfatti perché recepite tutta una serie di proposte e suggerimenti degli architetti italiani.

“Con il nuovo Codice degli Appalti si attua finalmente una svolta nel settore dei lavori Pubblici che premia la qualità e la centralità della progettazione.”

E’ questo il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori sull’approvazione in via definitiva della legge delega sulla Riforma degli Appalti.

“Oggi si inaugura una nuova stagione di trasparenza, di efficienza, di partecipazione e di tempi e regole certi in un settore vittima, più di altri, di mafie e corruttele; una nuova stagione per riaffermare la qualità dell’architettura che rappresenta l’unica arma contro la cattiva sorte delle opere pubbliche e per avere, finalmente, buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo e che rispondono concretamente ai bisogni dei cittadini”.

“Siamo molto soddisfatti che nel testo siano state recepite tutta una serie di proposte e suggerimenti degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità e certezza nella esecuzione fino ad oggi perduti, spesso a causa di norme sbagliate. Vanno sottolineati con favore alcuni dei più rilevanti punti della nuova legge: il superamento della vecchia Legge Obiettivo; il principio che le gare vengono aggiudicate sulla base di criteri di qualità del progetto con il superamento del principio del massimo ribasso; l’introduzione del débat public volto a rendere tutti i cittadini partecipi di un’opera pubblica; e, ancora, il trasferimento dell'incentivo del 2 per cento per i dipendenti della pubblica amministrazione dalla progettazione delle opere alla fase di programmazione e predisposizione delle gare ed a quella di controllo, con la previsione di sanzioni in caso di mancati controlli e inadempimenti”.

“Ora ci aspettiamo – conclude il Consiglio Nazionale – che si predispongano al più presto le conseguenti norme chiare e semplici in modo che il nuovo Codice sia al più presto operativo”.

Fonte: Consiglio Nazionale Architetti

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Revisione del quadro normativo del settore dei lavori pubblici

  • Pubblicato in Appalti

L’approvazione e la pubblicazione della nuova direttiva comunitaria sugli appalti n. 2014/24/ UE, che sarà presto recepita dagli Stati Membri dell’UE, costituisce una buona opportunità per una revisione globale del quadro normativo del settore dei lavori pubblici, ormai frammentato da una serie di interventi legislativi: con leggi omnibus che hanno privato sia il Codice dei contratti che il regolamento di attuazione della loro identità originaria.

La Rete delle Professioni Tecniche, in attesa di offrire il proprio contributo specifico a fronte di un testo articolato del nuovo “Codice dei contratti”, in questa fase ha redatto un documento che individua in dieci punti gli obiettivi da raggiungere nella definizione del nuovo quadro normativo.

Revisione del quadro normativo del settore dei lavori Pubblici:

il contributo degli Architetti e della Rete delle Professioni Tecniche L’approvazione e la pubblicazione della nuova direttiva comunitaria sugli appalti n°2014/24/UE, che sarà presto recepita dagli Stati Membri dell’UE, costituisce una buona opportunità per una revisione globale del quadro normativo del settore dei lavori pubblici, oramai frammentato da una serie di interventi legislativi, con leggi omnibus, che hanno privato sia il codice dei contratti che il regolamento di attuazione della loro identità originaria.

La Rete delle Professioni Tecniche (che raggruppa 9 professioni ordinistiche: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; Chimici; Dottori Agronomi e Dottori Forestali; Geologi; Geometri, Ingegneri; Periti Agrari; Periti industriali; Tecnologi alimentari, in rappresentanza di oltre 600.000 professionisti), in attesa di offrire il proprio contributo specifico a fronte di un testo articolato del nuovo “codice dei contratti”, fruendo del contributo delle professioni che rappresenta, in questa fase si limita a segnalare i seguenti dieci punti, che individuano altrettanti obiettivi da raggiungere nella definizione del nuovo quadro normativo:

1. aprire il mercato dei lavori pubblici, rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai professionisti giovani ed ai meno giovani che non siano comunque in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, con un numero notevole di dipendenti e con rilevanti fatturati;

2. rilanciare il concorso di progettazione, quale strumento di selezione negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, fondato sulla qualità della prestazione professionale e non sul ribasso, sul fatturato o sul curriculum del professionista;

3. promuovere un più veloce e facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, rilanciando il fondo di rotazione per l’attingimento delle risorse;

4. ridurre i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, al fine di garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali;

5. garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione quali l’offerta economicamente più vantaggiosa o lo stesso concorso di progettazione, puntando su giurie miste (stazione appaltante/professionisti), individuate a seguito di pubblico sorteggio. Assicurare, al tempo stesso, regole certe per il calcolo dell’importo da borre a base di gara, il quale determina, peraltro, le procedure da adottare;

6. Ridurre il ricorso all’appalto integrato, rivedendo il ruolo dei professionisti;

7. Definire compiutamente il termine “opera pubblica”, stabilendo più dettagliatamente i casi in cui si applica il codice dei contratti;

8. Snellire le procedure per l’accesso ai finanziamenti, al fine di promuovere una più ampia partecipazione delle Amministrazioni Pubbliche ai bandi finanziati con fondi strutturali europei;

9. Rilanciare la procedura del Project Financing, quale strumento per coinvolgere i privati in un processo condiviso di rigenerazione urbana sostenibile.

10. Istituire e finanziare un fondo di rotazione per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

Il documento, che ha integralmente recepito i contributi offerti dal tavolo della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti PPC, costituirà uno strumento di confronto tra le Professioni Tecniche, Governo e Parlamento, nel processo di revisione del quadro normativo del settore dei lavori pubblici, in recepimento della nuova direttiva appalti n°2014/24/UE.

In allegato è possibile scaricare il testo.

Fonte: Consiglio Nazionale Architetti

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Revisione norme tecniche, architetti, soddisfazione del Consiglio Nazionale

"Siamo soddisfatti per la conclusione della controversa vicenda della revisione delle norme tecniche delle costruzioni - che si protraeva ormai da anni - e per l'approvazione di un testo, di fatto, condiviso dal Consiglio Nazionale degli Architetti".

Così Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e componente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici al termine dell'Assemblea plenaria di quest'ultimo.

"E' stata scelta la soluzione  - continua - che rende più semplice gli interventi sugli edifici esistenti, contro quella che sanciva lo status quo della vecchia normativa, e che rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari per il Paese, quali quelli finalizzati alla rigenerazione urbana sostenibile".

"Riteniamo particolarmente positiva l'introduzione dei coefficienti di riduzione sismica per le verifiche sulle costruzioni esistenti nella consapevolezza che sarebbe demagogico pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione".

La Mendola ha anche ricordato che "nel nostro Paese oltre 6 milioni di edifici sono a rischio sismico; oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche, tra questi oltre il 50% delle scuole che dovrebbero, invece essere i luoghi più sicuri; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita, oltre 11 milioni di edifici sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita".

"Siamo ben consapevoli - conclude -  che si poteva fare di più e meglio e che c'è ancora tanto da fare, ma nel complesso la nostra valutazione è positiva: viene, infatti, tracciato un percorso per la definizione di una normativa in linea con le regole europee, che, al tempo stesso, è in grado di offrirci strumenti necessari per il recupero, il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente".

Fonte: Consiglio Nazionale Architetti

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Architetti, consiglio nazionale: bene ANAC su illegittimità bandi che impongono fatturato quale requisito di accesso alle gare

"Ci auguriamo che nello "Sblocca Italia" siano inserite quelle misure sulla semplificazione in edilizia e  sull'apertura del mercato dei lavori pubblici già inserite nel testo originario del DL 90 sulla Pubblica Amministrazione e poi inspiegabilmente stralciate prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Questi provvedimenti sono infatti indispensabili per la ripresa del settore dell'edilizia e fondamentali per favorire, all'insegna della trasparenza, il mercato dei Lavori Pubblici, oggi  sempre più riservato ad un numero molto ridotto di operatori economici e pertanto notevolmente esposto a fenomeni di corruzione".

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

"Per quanto riguarda il mercato dei Lavori Pubblici la stessa Autorità Nazionale Anti Corruzione ha ribadito, con il  documento a base della consultazione on-line per la definizione di nuove linee guida sui servizi di architettura e ingegneria, che rimarrà aperta sino al prossimo 15 settembre, - al di là di valutazioni di dettaglio e secondo  quanto disposto dall'art.41 comma 2 del Codice dei Contratti - l'illegittimità dei bandi che fissano, senza congrua motivazione, limiti all'accesso alle gare per l'affidamento di servizi di architettura e di ingegneria connessi al fatturato.

In particolare, l'Autorità ha sottolineato che, in linea con i più recenti orientamenti comunitari (direttiva 2014/24/UE art.53 comma 8), non sono da ritenere congrui e proporzionati i requisiti che impongono fatturati superiori al doppio dell'importo del servizio posto a base di gara, confermando dunque la necessità di un inderogabile intervento legislativo che modifichi l'art.263 del DPR 207/2010, il quale impone fatturati ben superiori a tale limite, proprio in violazione della nuova direttiva comunitaria in materia di appalti."

"Serve - conclude il Consiglio Nazionale - una veloce ridefinizione del Codice dei Contratti che, recependo la nuova direttiva europea in materia di appalti, raggiunga obiettivi quali l'apertura del mercato dei Lavori Pubblici; il contenimento dei ribassi; il rilancio del concorso di progettazione; una maggiore trasparenza nelle composizione delle giurie; l'esternalizzazione dei servizi di architettura e di ingegneria, nonché la riduzione del ricorso alla procedura dell'appalto integrato, oggi al centro di una serie di contenziosi, che alimentano notevoli incrementi dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche".

Fonte: Consiglio Nazionale Architetti

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Competenze Geologi riguardante l’esecuzione e la certificazione di indagini geognostiche

Con  sentenza n. 3761/2012 il TAR Lazio aveva accolto il ricorso presentato per l’annullamento della circolare n. 7619/STC,  riguardante l’esecuzione e la certificazione di indagini geognostiche, materia quest’ultima di certa ed inequivocabile appartenenza alle competenze del geologo così come disciplinato dalla legge.

Dopo quella bocciatura si era voluta formare, presso il Ministero delle Infrastrutture,  una Commissione per la redazione di una nuova circolare. Commissione invero molto sbilanciata su pressante richiesta dei soliti noti avversari della geologia che godono però di un rapporto privilegiato presso lo stesso Ministero.

Una Commissione che era morta in partenza e così è stato. Il Ministero, e per esso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per altro senza sentire la  necessità di comunicare l’avvenuto decesso a nessuno dei componenti, per lo meno dei componenti geologi, ha istituito una nuova  Commissione “tutta di giuristi” ma con la straordinaria, e strana per la verità, partecipazione di alcune associazione di settore per riscrivere la circolare bocciata.

I Geologi Italiani mentre prendono atto, senza rammarico, di questo ennesimo sgarbo perpetrato dal Ministero nei confronti del Consiglio Nazionale e della volontà di esclusione dei rappresentanti geologi anche all’interno dello stesso CSLLPP, precisano la loro volontà e determinazione di impedire che pochi debbano decidere, tra l’altro in camera caritatis, su questioni che appartengono essenzialmente, se non esclusivamente, alle scienze della terra. 

Fonte: CNG

ediliziappalti.com

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In difesa della dignità degli ingegneri - richiesto annullamento del Bando per affidamento degli incarichi del Comune di Pomezia

  • Pubblicato in Appalti

L'effetto delle liberalizzazioni, a seguito dell'abolizione dell'obbligatorietà dei minimi tariffari e dell'abrogazione delle tariffe professionali, sembra stia incidendo solo sulla riduzione dei compensi, invece di aumentare competitività e qualità lavorativa.

Il Comune di Pomezia, caso, purtroppo, non isolato, ha di recente pubblicato un avviso pubblico per il reclutamento di professionisti in staff al Sindaco, che dovrebbero espletare il proprio operato a titolo gratuito.

Il Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma nella seduta del 21 ottobre 2013 ha deciso di intervenire a salvaguardia del principio costituzionale, sancito dall'art. 36 della Costituzione, che afferma la proporzionalità tra retribuzione e prestazione lavorativa. Si è inviata al Comune di Pomezia un'istanza, il cui contenuto è qui di seguito pubblicato, per l'avvio di un procedimento di autotutela finalizzato all'annullamento dell'avviso pubblico.

Fonte: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

ediliziappalti.com

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