Menu

ANCE incontra le Istituzione Europee per finanziare i progetti esteri

  • Pubblicato in Appalti

Dal 20 al 22 settembre si è svolta la missione dell’Associazione nazionale costruttori presso le istituzioni europee allo scopo di approfondire le strategie sugli investimenti infrastrutturali e conoscere le risorse che Bei, Bers e Ceb metteranno in campo nei prossimi anni per finanziare i progetti previsti.

Lussemburgo, Bruxelles e Londra sono le tappe di questa tre giorni di incontri, guidata dal presidente delle piccole e medie imprese internazionali dell’Ance, Gerardo Biancofiore, alla quale hanno partecipato numerose aziende italiane delle costruzioni.

Una missione realizzata grazie al supporto del Ministero degli Esteri, del Ministero dello sviluppo economico e dell’Ice, con i quali l’Ance ha consolidato una proficua collaborazione mirata a favorire l’internazionalizzazione delle imprese edili italiane.

L’attenzione è stata rivolta soprattutto agli investimenti infrastrutturali nei trasporti, nell’energia, nell’ambiente, nel sociale e nel turismo nelle aree dell’Europa dell’Est, dei Balcani e del Mediterraneo, considerate particolarmente strategiche e di interesse per le pmi delle costruzioni.

“In questo modo vogliamo creare un filo diretto con le istituzioni finanziarie europee”, ha sottolineato Gerardo Biancofiore. “Un nuovo, importante passo della strategia di internazionalizzazione che Ance e Ice stanno portando avanti insieme – ha proseguito - per conoscere i progetti e i paesi sui quali le istituzioni europee concentreranno gli sforzi, creando maggiori opportunità per le piccole e medie imprese del settore”. 

In allegato il comunicato stampa

Redazione - Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:

clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter 

Leggi tutto...

Ance: le risorse per le infrastrutture si trasformino in cantieri aperti

“Diamo atto al Governo di voler compiere un grande sforzo in termini di risorse per le infrastrutture, decisive per colmare il gap di competitività che il nostro Paese ha accumulato in questi lunghi anni di crisi”, commenta il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, in merito alla firma del dpcm per la ripartizione del Fondo investimenti di 47 miliardi per i prossimi 15 anni.

“Finalmente l’Italia alza lo sguardo dopo anni di restrizioni di bilancio, avviando un programma che offre un orizzonte pluriennale sugli investimenti e che, come sottolineato dal premier Gentiloni, rappresenta un punto di equilibrio tra le grandi opere di collegamento stradale e ferroviario e gli indispensabili investimenti di manutenzione del territorio, anche alla luce di Casa Italia e dei progetti di rigenerazione urbana che sono in agenda”.

“Ma perché queste risorse si trasformino veramente in cantieri dobbiamo rimuovere gli ostacoli burocratici e procedurali che impediscono di fare le opere che servono al Paese”, prosegue Buia. I dati del settore d’altronde parlano chiaro. “Avevamo riposto grandi speranze già nel Def dello scorso anno che, grazie alla clausola per gli investimenti, poteva liberare risorse importanti, anche degli enti locali, per investire in opere pubbliche, eppure pochi sono i cantieri che sono stati aperti”.

Secondo Buia, dunque, il passo più importante da fare è superare lo stallo decisionale e “assicurare l’apertura dei cantieri in tempi ragionevoli e con regole certe, senza ricorrere a procedure straordinarie come troppo spesso si fa nel nostro Paese anche per eventi programmati come i prossimi mondiali di sci di Cortina”. “Altrimenti”, conclude il presidente Ance, “avremo perso un’altra grande occasione”.

Redazione - Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:

clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter

Leggi tutto...

ANCE: vincolo idrogeologico e disciplina edilizia

L’Ance fa il punto sulla normativa statale in tema di vincoli idrogeologici con particolare riferimento al raccordo con la disciplina edilizia.

Le norme nazionali che regolano il vincolo idrogeologico e la relativa autorizzazione sono ferme al 1923, contenute nel Regio decreto 3267/1923, tuttora in vigore.

Lo scopo principale del vincolo idrogeologico è quello di preservare l'ambiente fisico e quindi di garantire che tutti gli interventi che vanno ad interagire con il territorio non compromettano la stabilità dello stesso, né inneschino fenomeni erosivi, ecc., con possibilità di danno pubblico, specialmente nelle aree collinari e montane.

Il vincolo idrogeologico in generale non preclude la possibilità di intervenire sul territorio, ma subordina gli interventi in queste aree all'ottenimento di una specifica autorizzazione. 

Le Regioni hanno disciplinato con legge la materia, regolando in particolare la competenza al rilascio della autorizzazione agli interventi da eseguire nelle zone soggette a vincolo, spesso delegandola a Province e/o Comuni in base all’entità delle opere.

Ance afferma che il vincolo idrogeologico ha natura di vincolo “conformativo” della proprietà privata finalizzato a tutelare un interesse pubblico e, cioè, può essere imposto su tutti di immobili che presentano determinate caratteristiche.

Il vincolo idrogeologico non comporta l’inedificabilità assoluta dell’area, per cui possono essere realizzati gli interventi consentiti dalla strumentazione urbanistica e che non danneggiano o non mettono in pericolo i valori ambientali tutelati. La presenza del vincolo impone ai proprietari l’obbligo di ottenere prima della realizzazione dell’intervento il rilascio della specifica autorizzazione da parte dell’amministrazione competente.

In riferimento alla legge 221/2015, riferita alla Green Economy che ha inserito la tutela dell’assetto idrogeologico nell’ambito del DPR 380/2001, alcune delle modifiche apportate al TUE sono le seguenti:

l’esecuzione degli interventi ricompresi nel regime di AEL (attività edilizia libera), così come quelli soggetti a CILA, devono comunque rispettare anche le norme sulla tutela idrogeologica e quindi l’obbligo dell’autorizzazione sopracitata .

gli interventi realizzabili con SCIA e SCIA alternativa al permesso di costruire, se riguardano immobili tutelati dal vincolo idrogeologico, sono subordinati al preventivo rilascio dell’autorizzazione sopracitata.

Fonte: Ance

Redazione -Ediliziappalti - Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:
clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter

Leggi tutto...

Dl Terremoto, Ance: bene nuove norme su restauro e vulnerabilità sismica

Tra le  misure in corso di approvazione alla Camera appaiono condivisibili dall'Ance quelle che destinano risorse per le indagini antisismiche sulle scuole delle zone a rischio e quella che chiarisce i rapporti tra imprese e direttore lavori.

L'Ance sembra approvare le modifiche finora apportate al Decreto Legge per la ricostruzione delle zone terremotate.

Le risorse dell’otto per mille sono dirette agli interventi di ricostruzione e di restauro dei beni culturali danneggiati o distrutti dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. 

Il Presidente dell’Ance, Gabriele Buia, sottolinea  che cosi  verrà garantito un contributo importante e stabile nel tempo per la ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato.

In allegato il documento di cui in argomento

Fonte: Ance

Redazione - Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:

clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter

Leggi tutto...

Ance: presentato l'Osservatorio Congiunturale sull'Industria delle Costruzioni

E’ stato presentato l'Osservatorio Congiunturale sull'Industria delle Costruzioni curato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell'Ance.

L’evento di presentazione dell’Osservatorio Congiunturale è stata l’occasione per offrire una riflessione sui significativi cambiamenti congiunturali e strutturali in atto nelle costruzioni e sui possibili nuovi driver di sviluppo dei prossimi anni.

Lo studio fotografa un settore che, dopo una lunga crisi, vede nel 2017 una possibile ripresa, determinata da quanto previsto nella  Legge di Bilancio 2017, che dà grande attenzione all’edilizia con misure relative al rilancio degli investimenti infrastrutturali e al rafforzamento degli incentivi fiscali esistenti, in particolare, per gli interventi di messa in sicurezza sismica e di efficientamento energetico. Per raggiungere l’obiettivo di ripresa del settore, però, è fondamentale assicurare la rapida attuazione degli interventi previsti e un’attenta gestione delle procedure necessarie.

In allegato è possibile scaricare il documento di sintesi

Redazione- Ediliziappalti.com – Grizzaffi Management srl

Riproduzione Riservata

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:
clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:
Facebook e Twitter
Leggi tutto...

ANCE: un nuovo Codice degli appalti più efficace ed efficiente

  • Pubblicato in Appalti

Un nuovo Codice degli appalti più efficace ed efficiente. Il Tavolo unitario della filiera delle costruzioni con spirito di responsabilità ha messo a punto un pacchetto di proposte che mirano a sostenere e innovare un settore ancora largamente colpito dalla crisi e a promuovere legalità ed efficienza. Temi fortemente condivisi da tutte le sigle che hanno firmato il documento unitario e sui quali si auspicano ulteriori adesioni nei prossimi giorni.

I temi affrontati

Tra le prime questioni affrontate quella appunto del nuovo Codice, considerato unanimemente uno strumento capace di imprimere una svolta al settore dei lavori pubblici, seppure bisognoso di alcune modifiche indispensabili per assicurare maggiore trasparenza ed efficacia.

qualificazione delle imprese per la quale si chiede di estendere a 10 anni il periodo di riferimento per comprova dei requisiti Soa, oltre alla possibilità per le gare sopra i 20 milioni di utilizzare i migliori 5 anni sugli ultimi dieci .

criteri di aggiudicazione delle gare che devono poter garantire efficienza e trasparenza; si chiede  quindi l’introduzione del meccanismo dell’esclusione delle offerte anomale con metodo antiturbativa, per gare per lo meno fino a 2,5 milioni di euro.  

In allegato è possibile scaricare il comunicato stampa.

Redazione-Ediliziappalti.com – Grizzaffi Management srl

Riproduzione Riservata

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:
clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:
Facebook e Twitter
Leggi tutto...

ANCE: stock edilizio di alcuni comuni che appartengono alle zone ad elevato rischio sismico

Sulla base dei dati Istat censuari disarticolati a livello comunale, è stata condotta una elaborazione puntuale della consistenza dello stock edilizio e di alcune sue caratteristiche nei comuni che appartengono alle zone a rischio sismico molto o abbastanza elevato (1 e 2)1 secondo la Classificazione sismica della Protezione Civile 2015.

I comuni interessati sono circa 2.900, dei quali 700 ricadenti in zona 1 e 2.200 in zona 2. In particolare, quattro regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto) presentano comuni esclusivamente in zona 2.

I dati Istat permettono, inoltre, di distinguere nel totale degli edifici, gli immobili o complessi di immobili utilizzati: circa 1 milione nella zona 1 e 4,8 milioni nella zona 2 (per un totale di 5,8 milioni).

L’89,2% degli edifici utilizzati è ad uso abitativo: si tratta di circa 5,2 milioni di immobili, per lo più concentrati nella zona 2, pari a 4,3 milioni. Nei comuni della zona 1, in particolare, il 61,1% degli edifici residenziali utilizzati è costituito da un’unica unità abitativa, mentre nella zona 2 la quota è del 51,6%.

Il 74% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1981. Pertanto 3,8 milioni di immobili sono stati edificati prima della piena operatività della normativa antisismica per nuove costruzioni del 1974 e dei relativi decreti attuativi emanati negli anni successivi. Di questi 3,2 milioni di edifici abitativi si trovano in zona 2 e poco meno di 700mila in zona 1.

Fonte: ANCE

In allegato è possibile scaricare il documento ANCE

Redazione– Ediliziappalti.com – Grizzaffi Management srl

Riproduzione Riservata

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:
clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:
Facebook e Twitter

 

Leggi tutto...

Ance: incremento pubblicazione bandi a settembre

  • Pubblicato in Appalti

In crescita a settembre 2016 i bandi di gara per lavori pubblici, che sono aumentati del 15,9% nel numero e del 3,9% nell’importo rispetto allo stesso mese del 2015. Resta tuttavia negativo il dato relativo ai primi nove mesi dell’anno, che fa registrare un calo del 6,2% in numero e del 13,5% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Fonte: ANAC

Leggi tutto...

ANCE: pacchetto fiscale per l'edilizia del futuro

La politica fiscale deve premiare la domanda che si indirizza verso prodotti immobiliari sempre più innovativi ed energeticamente performanti.

Lo afferma il vicepresidente dell'ANCE  Giuliano Campana durante l'incontro con il Sottosegretario  al Ministero dell'Economia e Finanze, Paola De Micheli.

L’edilizia del futuro, infatti, punterà sempre più su prodotti immobiliari tecnologicamente avanzati e performanti sia sotto il profilo strutturale che energetico: un segmento del mercato strategico che, oltre alle nuove costruzioni, deve coinvolgere il comparto della riqualificazione dell’edificato, che nel nostro Paese è ancora troppo obsoleto.

Fonte: ANCE

In allegato è possibile scaricare il comunicato stampa dell'ANCE.

Redazione – Ediliziappalti.com – Grizzaffi Management srl

Riproduzione Riservata 

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:
clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:
Facebook e Twitter
Leggi tutto...

Sicilia: solo 17 gare da maggio ad agosto

Dati allarmanti pubblicati dall'Osservatorio Ance Sicilia per gli appalti pubblicati nell'intero territorio regionale, infatti, la stessa Associazione dichiara apertamente che: “E’ la fine del settore, colpa della politica tutta”. 

I DATI DELL'OSSERVATORIO

Da gennaio ad agosto di quest’anno sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana sono stati pubblicati solo 64 bandi di gara (-58,71% rispetto ai 155 del corrispondente periodo del 2015), di cui solo 17 da maggio in poi con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti. Questa la sequenza: 6 a gennaio, 10 a febbraio, 8 a marzo, 23 ad aprile (la corsa prima del nuovo Codice appalti); poi 4 a maggio e altrettanti a giugno, 6 a luglio e 3 ad agosto. La media è stata di 8 gare al mese.

Lo rileva l’Osservatorio regionale dell’Ance Sicilia, la cui analisi evidenzia anche il crollo del 45,03% degli importi offerti al mercato: 103,9 milioni di euro a fronte di 189,1 milioni di gennaio-agosto dello scorso anno. La riduzione sale all’88,32% a confronto col 2007, anno di inizio della crisi, quando da gennaio ad agosto furono bandite 818 gare per un totale di 890 milioni.

Appena 2 le procedure che quest’anno hanno superato l’importo di 5 milioni: quella avviata dalla Provincia regionale di Ragusa per 9,2 milioni (collegamento fra la Ss 115 e l’aeroporto di Comiso) e quella del Comune di Messina per 16,4 milioni (collegamento fra il viale Gazzi e l’approdo Fs).

LA NOTA DEL PRESIDENTE

“E’ evidente – afferma Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – che questa tendenza conduce alla fine del settore edile, quello portante dell’economia siciliana. In nove anni è stato eroso quasi il 90% del mercato (dal 2007 ad oggi) a prescindere dal colore politico dei governi in carica. Le imprese e i lavoratori oggi devono sopravvivere (come?) solo col 10% residuo del mercato. Ed è innegabile – aggiunge il presidente di Ance Sicilia - che le responsabilità siano della politica tutta, senza esclusione di nessuno. Anzitutto quelle gravissime della Regione – denuncia Cutrone - , focalizzate dall’esiguo numero di gare del periodo gennaio-aprile. I fatti mettono all’indice un governo che ha firmato in colpevole e notevole ritardo il ‘Patto per la Sicilia’ e che, a tre anni dall’avvio della nuova programmazione comunitaria dei fondi Ue 2014-2020, non ha ancora pubblicato un solo bando. Per non parlare della lentezza con cui le commissioni espletano le gare, elemento che dimezza le opportunità rispetto al già esiguo numeri di bandi”.

“A ciò si è aggiunto il governo nazionale – incalza Cutrone – che, riformando il Codice degli appalti senza prevedere un periodo transitorio, ha imposto un freno alle attività delle stazioni appaltanti, costrette a rivedere e adeguare procedure e progetti; conseguenza che si nota anche in Sicilia con l’andamento agonizzante delle gare da maggio in poi”.

“Questi risultati negativi – conclude Cutrone – potranno essere attenuati, ma non compensati, solo da un’immediata inversione di tendenza capace di fare recuperare il tempo perduto. Basta dormire sugli annunci! Questa è l’ultima occasione per passare ai fatti concreti”.

Fonte: Ance Sicilia

Redazione - Ediliziappalti.com - Grizzaffi Management Srl

Riproduzione Riservata 

Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:
Facebook e Twitter

 

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

SEZIONI

NOTIZIE

CHI SIAMO