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Ance: senza edilizia l'Italia non può ripartire

I dati Istat dimostrano che ci vuole più spinta al mercato interno:l'export da solo non basta

“I dati negativi sulla stagnazione dell’economia diffusi dall’Istat confermano che senza concrete misure di sostegno al mercato interno il Paese non potrà ripartire”. Così il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, commenta il calo del Pil che attesta una nuova recessione tecnica per l’Italia.

“In questo quadro di estrema debolezza non possiamo che insistere sulla necessità di misure urgenti per l’edilizia in grado di ridare fiato al mercato interno. In particolare - aggiunge Buzzetti - sono necessari incentivi al mercato della casa e serve una forte spinta per far ripartire le piccole e medie opere di manutenzione, diffuse sul territorio, e quanto mai urgenti sia per la sicurezza dei cittadini che per il rilancio dell’occupazione”.

“Pur apprezzando gli sforzi fatti dal Governo - conclude il Presidente dei costruttori - auspichiamo che nei provvedimenti che sta per varare sia dato maggiore impulso agli interventi immediatamente cantierabili rispetto ad opere importanti, ma il cui impatto sull’economia è sicuramente più a lungo termine. Ci vuole un segnale di discontinuità rispetto agli anni passati: dagli annunci di piani faraonici che non hanno mai portato a nulla bisogna passare a una seria programmazione di opere immediatamente cantierabili e utili per il Paese".

Fonte: ANCE

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Codice Identificativo di Gara: A.N.AC rilascerà il CIG ai comuni non capoluogo di provincia

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Nelle more della conversione in legge del decreto legge n. 90/2014, che prevede il rinvio dei termini dell’entrata in vigore delle disposizioni introdotte dall’art. 9 comma 4, del decreto legge 24 aprile 2014, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, si comunica che l’Autorità Nazionale Anticorruzione, rilascerà il Codice Identificativo di Gara (CIG) ai comuni non capoluogo di provincia.

Fonte: Autorità Nazionale Anticorruzione

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Anagrafe nazionale delle opere incompiute 2013

In ottemperanza al Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 13 marzo 2013 n.42, sono stati pubblicati i dati relativi all’aggiornamento, per l’anno 2013, dell’anagrafe delle opere incompiute. Il censimento nazionale è realizzato dal Ministero delle infrastrutture e trasporti - Direzione Generale per la regolazione e i contratti pubblici in collaborazione di tutte le Regioni e le Provincie autonome ed il supporto operativo di ITACA. La graduatoria nazionale ha fotografato una situazione di centinaia di investimenti in opere pubbliche attivati dalle amministrazioni che per cause diverse sono rimaste incomplete e quindi non fruibili dalla collettività, rappresentando un gravissimo sperpero di risorse pubbliche ed il mancato soddisfacimento dei bisogni della collettività a cui sono state destinate. La banca dati rappresenta anche uno strumento conoscitivo per una corretta programmazione degli interventi sia a livello nazionale che territoriale. I dati a disposizione evidenziano come le incompiute comunicate dagli enti locali e dal Ministero (per quanto attiene alle opere di rilevanza nazionale) ammontano a oltre seicento, e quasi un miliardo e mezzo di euro è l’importo presuntivamente necessario per portarle a conclusione. Ciò acquisisce notevole importanza anche in relazione alle risorse che il governo sta valutando di inserire in un prossimo provvedimento, per far ripartire grandi opere ed investimenti, considerati motore di crescita e occupazione.

Fonte: ITACA

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Edilizia scolastica: ecco il piano da un miliardo per la costruzione di nuovi edifici e la manutenzione di quelli esistenti

Il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014, prende il via. Un piano, composto da tre principali filoni, che coinvolgerà complessivamente 20.845 edifici scolastici per investimenti pari a 1.094.000.000 di euro. Quattro milioni di studenti e una scuola italiana su due sono protagonisti di questo primo progetto, che porta nell’arco del biennio 2014-2015 ad avere scuole più belle, più sicure e più nuove.

Si tratta della costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie alla liberazione di risorse dei comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni (#scuolenuove) e del finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, dopo la delibera Cipe del 30 giugno, per interventi di messa in sicurezza (#scuolesicure), di decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle). Al lavoro su questo obiettivo c’è una specifica Unità di missione istituita dalla Presidenza del Consiglio in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca per mettere in sicurezza le strutture scolastiche.

Sblocca patto: #scuolenuove 

Sblocco del patto di stabilità per 404 cantieri in corso o che stanno aprendo, con progetti dall’importo medio di un milione, generando circa 400 milioni di valore complessivo. Tutti i sindaci che hanno risposto all’appello del Presidente del 3 marzo scorso segnalando interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili, finanziati completamente con fondi propri e per i quali sbloccare il patto di stabilità, hanno infatti trovato accoglimento nei DPCM firmati dal Presidente in giugno: i sindaci riceveranno la comunicazione dalla Ragioneria dello Stato secondo le procedure gestionali ordinarie di sblocco del patto per l’anno 2014 e 2015. Per gli altri sindaci che – rispondendo all’appello del governo – hanno chiesto finanziamenti o lo sblocco del patto per interventi che inizieranno nel 2015, si aprirà una nuova possibilità con il prossimo Documento programmatico di economia e finanza e con i mutui in fase di attivazione con oneri a totale carico dello Stato.

Finanziamento delle graduatorie e interventi di decoro: #scuolesicure e #scuolebelle

Con le delibere approvate dal Cipe il 30 giugno scorso sono stati destinati complessivamente 510 milioni all’edilizia scolastica riprogrammando Fondi di Sviluppo e Coesione. 

#scuolesicure. Di questa somma 400 milioni di euro sono stati destinati a interventi di messa in sicurezza ed agibilità delle scuole per un totale di 2.480 interventi del valore medio di circa 160.000 euro: interventi già resi ammissibili e presenti in graduatorie, ma che solo oggi sono finanziati e che potranno partire terminato l’iter di registrazione delle delibere. Comuni e Province per acquisire i relativi finanziamenti dovranno aggiudicare gli appalti entro il 30 ottobre 2014, esaurendo i primi 1.635 interventi previsti dal DL Fare. In seguito agli accertati ribassi d’asta, saranno finanziati altri 845 progetti previsti dal DDG 267 del MIUR. 

#scuolebelle. Gli altri 110 milioni, abbinati a 40 milioni in capo al MIUR, finanzieranno gli interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che interesseranno 7.801 plessi scolastici nel corso del 2014. Ulteriori 300 milioni sono in attesa di essere sbloccati nel 2015 e riguarderanno 10.160 plessi. In totale si tratta quindi di 17.961 interventi di piccola manutenzione.

Fonte: Governo Italiano

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Italia Semplice: moduli unificati per l'edilizia

Al via un modello unificato e semplificato per la SCIA edilizia (segnalazione certificata di inizio attività) e il permesso di costruire, adottati in seguito alla firma dell’accordo Italia Semplice siglato il 12 giugno 2014 tra Governo, Regioni ed Enti Locali. Invece degli oltre 8000 moduli, sinora in uso, un solo modulo che, dove necessario, potrà essere adeguato alle specificità della normativa regionale e agevolerà l'informatizzazione delle procedure e la trasparenza per cittadini e imprese.

Inoltre, non verrà più chiesta la documentazione che l'amministrazione ha già. Basterà una semplice autocertificazione o l'indicazione degli elementi che consentono all'amministrazione di reperire la documentazione.

L'accordo Italia Semplice è stato concluso tra il Governo, rappresentato dai ministri Madia e Lanzetta e dal sottosegretario Rughetti, l'Anci, l'Upi, la Conferenza delle Regioni rappresentate dal sindaco di Torino Piero Fassino, dal presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani e dal presidente della provincia di Terni Feliciano Polli.

Il documento lancia un'alleanza istituzionale per riformare la Pubblica Amministrazione, attraverso la condivisione tra governo e autonomie di punti e obiettivi da raggiungere insieme nei vari livelli e organismi dello Stato.

Fonte: Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

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Decreto Legge PA: numerose le novità per appalti e procedure

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Approvato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 13 giugno, il Decreto Legge PA prevede alcune importanti novità nell'ambito degli appalti e delle procedure. Così, l'articolo 26, implementa ed estende il cosiddetto "silenzio-assenso" negli atti di competenza di diverse amministrazioni statali, nei casi in cui è prevista l’acquisizione di assensi, concerti o nulla osta; l'art. 37 detta che, a titolo di garanzia nel quadro delle norme anticorruzione, le varianti in corso d’opera devono essere trasmesse, oltre al progetto esecutivo, all’Autorità anticorruzione per gli eventuali interventi di competenza; e ancora l'art. 40, nelle procedure aperte (asta pubblica) la stazione appaltante può posporre la verifica dei requisiti di partecipazione alla valutazione delle offerte - tecnica ed economica - concentrandosi dunque sui requisiti unicamente del solo vincitore, il quale però ove scoperto ex post non in possesso dei requisiti rischia fino a 3 anni di sospensione dalla partecipazione alle altre procedure di affidamento; l'art. 42 revisiona il sistema di esclusione per irregolarità delle dichiarazioni prevedendo che le irregolarità formali possono essere sanate e che, solo in caso di gravi irregolarità, le stesse possono essere rettificate attraverso il pagamento di una una mera sanzione pecuniaria; l'art. 43 prevede una ulteriore accelerazione dei procedimenti dinanzi a TAR e Consiglio di Stato in materia di appalti (salva la fase cautelare accelerata e in ogni caso prevista una sentenza semplificata di merito entro 30 giorni); l'art. 44 prevede che, in caso di ricorsi pretestuosi o manifestamente infondati a TAR e Consiglio di Stato in materia di appalti, il giudice può condannare il ricorrente per lite temeraria al pagamento di una sanzione pecuniaria fino all’1% del valore del contratto.

Fonte: Ministero Infrastrutture

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L'Autorità conferma gli importi dei contributo dovuti per le gare

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Sulla Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 2014 è stata pubblicata la Delibera del 5 marzo 2014 dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, con cui l'AVCP da Attuazione dell’articolo 1, commi 65 e 67, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per l’anno 2014: di fatto i contributi dovuti dalle imprese e dalle stazioni appaltanti (la c.d. tassa sulle gare) restano quindi congelati ai livelli attuali; e ciò, malgrado nella Legge di stabilità 2014 per il triennio 2014 - 2016 non sia previsto alcun trasferimento dal bilancio dello Stato a favore dell'AVCP. Grazie però all’art. 1, comma 414, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che prevede la restituzione delle somme trasferite all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel triennio 2010 - 2012.

Fonte: CNA

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Dl casa, Ance: primo passo da estendere anche ai privati

Le misure contenute nel decreto consentono il recupero del patrimonio pubblico a favore delle classi sociali deboli, ma si sarebbe potuto fare di più estendo il provvedimento anche ai privati e moltiplicando in tal modo l’offerta

E’ un giudizio abbastanza positivo, anche se con alcuni motivi di delusione, quello espresso dal Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, per l’approvazione del Dl casa da parte del Parlamento. 

“Si tratta comunque di una prima risposta significativa a un problema molto grave come quello dell’emergenza casa”, commenta a caldo Buzzetti, per il quale “sarebbe stato utile estendere queste misure anche al settore privato”.

In particolare il Presidente Ance richiama le norme sul rent to buy e la cedolare secca sugli affitti che se estese anche alle imprese “avrebbero favorito in modo più consistente la ripresa del mercato degli affitti che in particolare nelle grandi città è ancora stagnante”.

Buzzetti inoltre invita il Governo “a fare presto nell’emanare i decreti attuativi che consentiranno di spendere le risorse stanziate".

Troppo spesso infatti”, ricorda il presidente dei costruttori, “le buone intenzioni si infrangono sul muro della copertura economica a causa della quale purtroppo vengono bocciate misure importanti e di valore”. E’ questo il caso, conclude Buzzetti “delle norme fiscali per favorire la riqualificazione urbana che avevamo suggerito e che non hanno trovato accoglimento: un’occasione persa per rilanciare il settore facendo cose utili per le nostre città”.

Fonte: ANCE

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Determinazione AVCP n. 4 del 23.04.2014: procedure da utilizzare dalle S.O.A.

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Con la Determinazione n. 4 del 2014 l’Avcp indica i criteri a cui le SOA devono attenersi per la redazione o per l’aggiornamento del documento - previsto dall’art. 68, comma 2, lett. f), del D.P.R. n. 207/2010 - relativo alle procedure da adottare per il rilascio degli attestati di qualificazione secondo le disposizioni normative vigenti. In particolare l’atto specifica gli elementi costitutivi del documento e dei flussi procedurali operativi, ritenuti necessari per assicurare le garanzie minime in tema di certezza dei rapporti contrattuali instaurati dalle SOA con gli operatori economici, nonché di trasparenza e correttezza dell’attività di attestazione.

Fonte: AVCP

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Sentenza del TAR: regolarità DURC per la partecipazione alle gare pubbliche

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Secondo il TAR anche rispetto al DURC necessario per la partecipazione alle gare pubbliche vanno concessi i 15 giorni per regolarizzare la posizione contributiva.

Il Tar Veneto, con la Sentenza n.486, dell'8 aprile 2014, ha precisato che l'art. 31, comma 8, del DL n. 69 del 2012, entrato in vigore il 22 giugno 2013, "ha modificato (per incompatibilità), la prescrizione dell’art. 38 del DLgs n. 163/2006, laddove il requisito della regolarità contributiva, necessario per la partecipazione alle gare pubbliche, è stato" sinora "pacificamente inteso" che dovesse "sussistere al momento della presentazione della domanda di ammissione alla procedura"; ora, invece, si deve "ritenere che il predetto requisito deve sussistere al momento di scadenza del termine quindicennale assegnato dall’Ente previdenziale per la regolarizzazione della posizione contributiva" 

La stessa sentenza ribadisce inoltre che non rientra tra le cause "ostative al rilascio del DURC”, in quanto “non si considera grave lo scostamento inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione. … fermo restando l'obbligo di versamento del predetto importo entro i trenta giorni successivi al rilascio del DURC”.

Fonte: CNA

 

 

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