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La doverosità del soccorso istruttorio

La doverosità del soccorso istruttorio

L’esercizio del dovere di soccorso istruttorio trova un limite estrinseco nel rispetto del principio della par condicio. Tuttavia, tale orientamento deve essere rimeditato alla luce delle norme che si sono succedute a partire dall’art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. 163 del 2006, nella versione introdotta dall'articolo 39, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 (secondo cui anche la «mancanza, l'incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni sostitutive …» non comportava l’immediata esclusione dalla procedura di gara del concorrente), all’art. 46, comma 1-ter, del medesimo d.lgs. n. 163/2006 (inserito dall' art. 39, comma 2, del citato decreto-legge n. 90/2014, col seguente testo: «Le disposizioni di cui all' articolo 38, comma 2-bis , si applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza o irregolarità degli elementi e delle dichiarazioni, anche di soggetti terzi, che devono essere prodotte dai concorrenti in base alla legge, al bando o al disciplinare di gara»); fino all’attuale art. 83, comma 9, del d.lgs. n. 50/2016, che non solo consente di sanare le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda ma – con riguardo al documento di gara unico europeo (parte essenziale della domanda di partecipazione) – estende il soccorso anche alle ipotesi di mancata presentazione dello stesso, assegnando al concorrente un termine non superiore a dieci giorni «perché siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie […]».

Norme che riducono notevolmente la portata del principio del rispetto della par condicio nei procedimenti di affidamento dei contratti pubblici e nel contempo ampliano l’istituto del dovere di soccorso istruttorio. Il che, inevitabilmente, si riflette anche sull’estensione del dovere di soccorso istruttorio nella generalità degli altri procedimenti di massa (o, comunque, in cui siano interessati una pluralità indeterminata di soggetti), nei quali, pertanto, è doveroso provvedere a quelle integrazioni documentali che consentano di superare la mancanza o incompletezza delle dichiarazioni presentate dagli interessati.

Inoltre, il principio della parità di trattamento, solitamente invocato quale limite del soccorso istruttorio (si esprime in tal senso anche la difesa dell’amministrazione regionale), subisce un’ulteriore perdita di rilevanza proprio nell’ambito di quei procedimenti di massa nei quali l’attribuzione dell’utilità cui aspirano i partecipanti alla procedura non è operata attraverso una valutazione comparativa delle domande ma – come nel caso di specie – l’utilità (il contributo finanziario) è assegnata «sino ad esaurimento delle risorse disponibili previa verifica della sussistenza di tutti i requisiti di cui all’Avviso».

TAR Cagliari, sentenza n. 527 del 29 maggio 2018.

Centro Studi – Grizzaffi Management srl - Ediliziappalti.com

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