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Discordanza tra offerta espressa in numeri ed in lettere

Discordanza tra offerta espressa in numeri ed in lettere

Nel caso in esame, emergeva una discordanza tra offerta espressa in numeri ed offerta espressa in lettere, dal momento che quest'ultima risultava non chiaramente leggibile per la pessima grafia. La Commissione, ritenendo che non si versasse in un’ipotesi di incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta, bensì di poca intellegibilità di quanto reso in lettere e a mano libera rispetto a quanto reso in numeri, confermava l’aggiudicazione provvisoria a favore della ditta in questione.

Il Collegio rilevava come, diversamente da quanto ritenuto nella sentenza impugnata, la Commissione giudicatrice fosse pervenuta ad un’autonoma valutazione soggettiva circa la leggibilità dell’offerta economica e che tale valutazione fosse corretta ed esente dai vizi riscontrati nella decisione di primo grado: ciò anche in ragione di quanto provato dall’appellante mediante la consulenza grafologica di parte, nella quale si dimostrava in modo puntuale come la dicitura contenuta nell’offerta economica corrispondesse a “undicipercentovirgolasessanta” e fosse, pertanto, identico al ribasso percentuale espresso in numeri.

La Commissione non aveva, difatti, espresso un giudizio di totale ed oggettiva incomprensibilità del ribasso percentuale espresso in lettere, bensì aveva riscontrato esclusivamente una scarsa intellegibilità e poca chiarezza della grafia, superabile e di fatto superata con una più attenta lettura del manoscritto, in tal modo ricostruendo la volontà chiaramente espressa dall’offerente, senza alcuna necessità di eterointegrazione della medesima: e ciò aveva fatto sulla base dei principi generali di conservazione degli atti giuridici e di prevalenza della sostanza sulla forma, costituendo il profilo in questione mero vizio formale.

In applicazione dei medesimi principi sopra richiamati, deve altresì ritenersi che l’inversione dei lemmi “virgola sessanta per cento”, effettuata dalla Commissione, in luogo della dicitura riportata dall’offerente “undici per cento virgola sessanta” sia riconducibile ad un’ipotesi di mera correzione di errore materiale, e non integri un caso di soccorso istruttorio volto ad un’inammissibile integrazione dell’offerta economica indeterminata.

Si allega la sentenza del Consiglio di Stato, n. 5445 del 22 novembre 2017.

Centro Studi- Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

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