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Clausole ambigue e interpretazione

Clausole ambigue e interpretazione

In base a consolidati e qui condivisi princìpi, l’interpretazione delle clausole della lex specialis di gara che presentino margini di opinabilità deve essere improntata al principio eurounitario della massima partecipazione.

E’ stato condivisibilmente osservato al riguardo che, a fronte di più possibili interpretazioni di una clausola della lex specialis di gara (una avente quale effetto l'esclusione dalla gara e l’altra tale da consentire la permanenza del concorrente), non può legittimamente aderirsi all'opzione che, ove condivisa, comporterebbe l'esclusione dalla gara, dovendo essere favorita l'ammissione del più elevato numero di concorrenti, in nome del principio del favor partecipationis e dell'interesse pubblico al più ampio confronto concorrenziale.

In definitiva, a fronte di più opzioni interpretative parimenti plausibili, e in assenza di ragioni dirimenti per condividere la scelta interpretativa più restrittiva, l’interprete è tenuto ad aderire, necessariamente, alla tesi maggiormente idonea ad assicurare l’operatività del canone della massima partecipazione.

Nel caso di specie, alla luce dei predetti principi, il Consiglio di Stato ha chiarito che la lex specialis della procedura, nella sua corretta interpretazione, richiedeva ai candidati soltanto l’onere di allegare il pregresso svolgimento di servizi analoghi a quelli costituenti oggetto della procedura; e non già il pregresso svolgimento di  attività professionali identiche: requisito, quest'ultimo, che avrebbe determinato una ingiustificata barriera all’accesso alla procedura medesima.

Si allega la sentenza del Consiglio di Stato n. 4644 del 5 ottobre 2017.

Centro Studi - Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

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