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Il CDS sulla regolarizzabilità del DURC

Il CDS sulla regolarizzabilità del DURC

Nel caso di specie, rimesso all'attenzione del Consiglio di Stato, l’appellante sosteneva che l’invito alla regolarizzazione non avesse ad oggetto l'errore materiale di un documento, quanto piuttosto una posizione debitoria. Del resto, in applicazione del principio di diritto enunciato da Cons. Stato, Ad. plen. 31 maggio 2016, n. 10, il DURC non sarebbe mai “sanabile” ove irregolare (recte, negativo).

Invero, nel caso di specie non si era in presenza di un DURC “irregolare” o negativo, attestante cioè il mancato versamento, in tutto o in parte, dei contributi previdenziali a favore del lavoratori dipendenti, bensì di un documento del tutto regolare (non presentava infatti alcuna omissione contributiva), ma venuto a scadenza in prossimità dello scadere del termine per presentare le offerte. Il DURC inizialmente presentato, dunque, doveva più precisamente considerarsi incompleto, dal momento che, pur essendo regolare e valido al momento del deposito presso la stazione appaltante, non consentiva però di stabilire se, al momento in cui era venuto a scadere il termine entro cui potevano essere presentate le offerte, lo stesso fosse ancora regolare.

Pertanto, non si era in presenza di una situazione di falsa dichiarazione, ma piuttosto in una situazione di incertezza se il requisito in questione – inizialmente documentato – fosse stato mantenuto invariato sino al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte. A fronte di ciò, la scelta della stazione appaltante di verificare la regolarità o meno della posizione contributiva della concorrente, acquisendo il DURC aggiornato, appare corretta, così come la decisione di mantenerla in gara una volta preso atto del permanere di tale regolarità.

Questi i principi enunciati dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 4506 del 26 settembre 2016, in allegato.

Centro Studi- Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

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