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Obbligo di sopralluogo in caso di RTI

Il TAR Napoli, con sentenza n. 5911 del 15 dicembre 2017, si è pronunciato sull'obbligo di sopralluogo in caso di raggruppamento temporeneo di imprese. Nel caso di specie, la ricorrente lamentava la mancata esclusione dalla gara della ricorrente principale, deducendo la violazione dell’art. 5.4. del Disciplinare di Gara, per l’omesso sopralluogo previsto a pena di esclusione.

Occorre preliminarmente rilevare che, pur in assenza di disposizioni specifiche al riguardo nel nuovo Codice degli Appalti, l’art. 79, comma 2, del d.lgs. n. 50/2016, nel disciplinare i termini per la presentazione delle offerte di gara, prevede espressamente “2. Quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di una visita dei luoghi….”, così confermando la generale possibilità di prescrivere il sopralluogo negli atti di gara.

Secondo il Collegio, “l’obbligo di sopralluogo inserito nella legge di gara” concerna un’attività strumentale necessaria a consentire alle imprese partecipanti di formulare un’offerta tecnica ed economica che tenga conto di tutte le caratteristiche, fisiche, tecnologiche, di conservazione ecc., degli impianti da manutenere, adempimento quanto mai utile e auspicabile al fine della formulazione di un’offerta seria, attendibile e consapevole. In tal senso si comprende come le prescrizioni in contestazione attengano, in realtà, non alle condizioni e ai requisiti di partecipazione ma piuttosto all’offerta da formulare, ponendosi quale presidio della sua serietà e attendibilità, sia a livello tecnico che economico.

Al riguardo, in casi analoghi a quello di specie, la giurisprudenza ha chiarito che l’obbligo di eseguire il sopralluogo posto a carico dei soggetti partecipanti non può che riferirsi a ciascun concorrente che costituirà il RTI e l’attestato di sopralluogo, la cui mancanza determina l’esclusione dalla gara, deve riferirsi a tutte le imprese partecipanti.

Conclusivamente, la stazione appaltante avrebbe dovuto escludere la ricorrente principale dalla gara.

Si allega la sentenza in esame.

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Gara telematica ed offerta economica

L’art. 57 del D.p.p. 11 maggio 2012, n. 9-84/Leg. pone in capo ai concorrenti l’obbligo di utilizzare per la formulazione della propria offerta, a pena di esclusione dalla procedura di gara, il modulo fornito dalla stazione appaltante, in originale e timbrato in ogni foglio dal responsabile del procedimento, e che tale obbligo sussiste sia laddove si tratti di una gara tradizionale, sia laddove si tratti di una gara telematica. Nelle gare tradizionali il modulo fornito dalla stazione appaltante altro non è che il modulo su cui è apposto, a secco o in originale, il timbro da parte del responsabile del procedimento, mentre nel caso delle gare telematiche il timbro previsto ex lege altro non è che la firma in formato digitale apposta dal responsabile del procedimento.

Giova poi rammentare che alle procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione è dedicato l’art. 58 del decreto legislativo n. 50/2016, secondo il quale “Ai sensi della normativa vigente in materia di documento informatico e di firma digitale, nel rispetto dell’articolo 52 e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure, le stazioni appaltanti ricorrono a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici nel rispetto delle disposizioni di cui al presente codice. L’utilizzo dei sistemi telematici non deve alterare la parità di accesso agli operatori o impedire, limitare o distorcere la concorrenza o modificare l’oggetto dell’appalto, come definito dai documenti di gara”.

Nel caso in esame è proprio la firma digitale l’unico mezzo che consente di qualificare come originale un documento fornito dall’Amministrazione. Pertanto - posto che proprio l’apposizione della firma digitale del responsabile del procedimento origina il documento in originale, che deve essere impiegato dal concorrente per la formulazione della propria offerta economica - non è condivisibile la tesi di controparte secondo la quale la scansione del modulo “Lista delle lavorazioni e forniture” equivale al “modulo fornito dall’Amministrazione”, perché il documento scansionato non riporta i certificati di firma digitale riconducibili al responsabile del procedimento.

 Inoltre, laddove si ammettesse l’utilizzo, da parte del concorrente, del modulo “Lista delle lavorazioni e forniture” scansionato, anziché in originale, si imporrebbe al seggio di gara di porre in essere incombenti istruttori non previsti, anche particolarmente complessi, in palese contrasto con i principi di celerità ed economicità del procedimento e di chiarezza e trasparenza delle operazioni di gara, nonché di par condicio tra i concorrenti e di imparzialità dell’attività amministrativa.

L’esclusione del concorrente che non abbia utilizzato il “modulo fornito dall’Amministrazione” discende, quindi, da una espressa disposizione normativa e deve considerarsi legittima, anche alla luce del principio di tassatività delle cause di esclusione.

Questi i principi espressi dal Consiglio di Stato a proposito della modalità di formulazione dell'offerta economica, nell'ambito delle gare telematiche. Si allega la sentenza n. 4 dell' 8 gennaio 2018, di cui in argomento.

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Costo del personale ed onere probatorio

Il TAR Bologna, con sentenza n. 854 del 19 dicembre 2017, si è pronunciato sull'onere probatorio relativo al costo del personale. Nel caso in esame, la ricorrente, con il primo motivo di ricorso, lamentava la violazione degli artt. 97 e 23, D.lgs 50/2016, del bando e del disciplinare di gara quanto alla verifica della congruità dell’offerta e del costo del lavoro offerto notevolmente inferiore a quello legale. L’offerta dell’aggiudicataria era stata giudicata non congrua ai sensi dell’art. 97, comma 3, del D.lgs 50/2016 e la Stazione Appaltante ha richiesto spiegazioni alla controinteressata con due diverse comunicazioni; all’esito della seconda risposta l’offerta della Due P S.r.l. è stata complessivamente ritenuta seria e attendibile.

Secondo la giurisprudenza la Stazione Appaltante deve escludere l’offerta se abbia accertato che essa sia anormalmente bassa a causa dei costi del personale inferiori ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’articolo 23 D.lgs 50/2016.

Sempre la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha poi chiarito che: “per il costo orario del personale da dimostrare in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta non va assunto a criterio di calcolo il “monte-ore teorico”, comprensivo cioè anche delle ore medie annue non lavorate (per ferie, festività, assemblee, studio, malattia, formazione, etc.) di un lavoratore che presti servizio per tutte l’anno, ma va considerato il “costo reale” (o costo ore lavorate effettive, comprensive dei costi delle sostituzioni). Il costo tabellare medio, infatti, è indicativo di quello “effettivo”, che include i costi delle sostituzioni cui il datore di lavoro deve provvedere per ferie, malattie e tutte le altre cause di legittima assenza dal servizio” (Consiglio di Stato 2815/2017).

Pertanto, secondo il Collegio, non vi era stato alcuno scostamento significativo dalle tariffe ministeriali che avrebbe dovuto indurre la Commissione di gara ad escludere l’offerta dell’aggiudicataria.

Si allega la sentenza in esame.

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Salini Impregilo e Lane Construction si aggiudicano contratto per 580 milioni di dollari

Il progetto d'avanguardia che ha come protagonista la Salini Impregilo e la Lane Construction, che hanno già concluso il primo tratto dell''Anacostia River da 253 milioni di dollari, si sono  aggiudicate anche il secondo: 580 milioni di dollari per otto chilometri di perforazione.

Il fiume Anacostia è stato definito un fiume sporco ed è per questo che il progetto della Salini ha come obiettivo quello di recepire, trattenere e convogliare tale carico d'acqua verso degli impianti di depurazione. L'Anacostia River Tunnel è un progettato integrato al cosiddetto CSO, Combined sewage over flow, parte di un piano fiumi puliti per il quale le autorità locali hanno investito ben  2,6 miliardi di dollari destinati a 29 chilometri di tracciato di canale sotterraneo.

La Salini, azienda leader nel settore delle costruzioni europee,  si candidano a ridisegnare il sistema nevralgico Usa attraverso uno speciale tunnel "boringmachine" scavando grandi canali in grado di far fluire le acque di scarico della città di  Washigton con i suoi sette metri di diametro e quattro circa di lunghezza per salvare un sistema di fognature centenario che non sopportando la quantità di acque reflue in eccesso ha inquinato il corso d'acqua che lambisce la stessa città.

Al completamento il progetto sarà in grado di ridurre le inondazioni della città di Washigton del  96%.

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