Menu

Dal Ministero dell'Ambiente nuovo portale Valutazioni Ambientali VIA e VAS

E’ in linea da oggi la nuova versione del portale delle valutazioni ambientali VAS e VIA. Il sito è stato radicalmente rinnovato nella veste grafica per favorire la comunicazione istituzionale, la condivisione e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali, la fruibilità delle informazioni e degli strumenti a disposizione del pubblico, delle pubbliche amministrazioni e delle imprese sulle procedure di VAS e di VIA di competenza statale.

La nuova veste grafica, mantenendo la struttura delle sezioni tematiche già esistenti, è stata studiata per dare maggiore evidenza e facilità di accesso alle informazioni sui temi e le attività risultate di maggiore interesse in base all’analisi degli accessi al portale effettuati negli ultimi quattro anni, che sono passati da circa 163.000 nel 2014 a 312.000 nel 2017.

I contenuti relativi alle procedure sono stati aggiornati in modo conforme alle nuove disposizioni introdotte dal decreto legislativo 104/2017: è stata quindi realizzata la nuova pagina dedicata agli avvisi al pubblico delle procedure di VIA avviate dopo il 16/05/2017, ai sensi degli articoli 24 e 27 del decreto legislativo 152/2006.

Per la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, è stata invece mantenuta la pagina dedicata agli avvisi al pubblico relativi alle procedure avviate prima del 16/05/2017. La pagina sarà pertanto destinata alla pubblicazione, in via residuale, degli avvisi al pubblico relativi ad eventuali nuove pubblicazioni che continueranno ad essere effettuate ai sensi delle disposizioni previgenti.

Redazione – Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:

clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter

Leggi tutto...

Ambiente: alto rischio per 8 milioni di abitanti e 442 Comuni

Sono 442 i comuni italiani ad alto rischio e sono abitati da oltre 8 milioni di persone in una superficie di quasi 18.000 kmq, il 5,9% della superficie nazionale; quelli a rischio medio-alto sono 1690, interessano quasi 77.000 kmq, il 25% del territorio nazionale, e sono abitati da 11,6 milioni di persone. Napoli, Palermo, Catania, Messina, Brescia, Reggio Calabria, Perugia, Foggia, Rimini, Salerno sono tra i comuni con il rischio più elevato.
Come i comuni a rischio alto anche quelli classificati a rischio medio alto sono caratterizzati dalla compresenza dei tre elementi di rischio naturale. Per tutti la sismicità è elevata, complessivamente qui vivono oltre 11,6 milioni di persone, di cui 298 mila nelle aree a rischio frana elevato (pari a 5.200 kmq) e 174 mila persone nelle aree a pericolosità di alluvione elevata (pari a 2.052 kmq). Anche nei comuni a rischio medio esistono contemporaneamente i tre elementi di rischio naturale: ben 38.540 kmq sono in zona sismica 1 o 2 dove risiedono oltre 2 milioni di persone; nelle aree ad elevato rischio di frana (pari a 5.360 kmq) risiedono 234 mila persone mentre nelle aree ad elevato rischio di alluvione (pari a 2.740 kmq) risiedono 740mila persone.
Tra le situazioni più problematiche è da segnalare l’Emilia Romagna per l’esposizione al rischio di alluvione, con 171.500 persone esposte a questo problema e altre 35.300 persone che vivono nelle aree di pericolo di frana.
Il biennio 2014 - 2015 è stato il peggiore per numero di eventi complessivi, rispettivamente 1.558 il primo anno e 1.466 il secondo, sia per gli eventi più gravi, ben 213 nel 2014 e 161 nel 2015, ma non per il numero di vittime, rispettivamente 34 nel 2014 e 23 nel 2015 a fronte di 51 vittime causate nel 2009. Nel 2016 sono stati rilevati 715 eventi coinvolgendo 515 comuni. Oltre 78 di questi eventi hanno provocato danni diretti alle popolazione (vittime, feriti, sfollati) e hanno provocato 13 vittime.
Per Giuseppe Cappochin, Presidente degli architetti italiani, “in occasione di tragedie o di calamità i problemi che devono essere affrontati non sono quasi mai - fortunatamente - connessi alla gestione dell’emergenza, grazie all’impegno e alla competenza del Dipartimento della Protezione Civile. Purtroppo è invece assolutamente evidente come nel Paese manchi la cultura della prevenzione e della manutenzione. Sono assolutamente necessari maggiori investimenti in termini di prevenzione attraverso i quali inaugurare un nuovo approccio verso i territori mettendo al primo posto la sicurezza della collettività. Se non si mette in sicurezza il suolo - e quanto è avvenuto negli ultimi mesi lo dimostra - non si puo garantire la sicurezza dei cittadini”.
“Il tema del dissesto idrogeologico - continua - va di pari passo con quello del consumo di suolo. Quest’ultimo va però affrontato con un approccio legislativo totalmente opposto rispetto a quello contenuto nel disegno di legge in discussione in Commissione al Senato: non una mera operazione ragionieristica sul risparmio di suolo che contiene riferimenti alla rigenerazione urbana sostenibile, ma la promozione della rigenerazione urbana sostenibile come principale azione per contrastare il consumo di suolo”.

Redazione - Ediliziappalti – Grizzaffi Management srl

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter:

clicca subito qui
Rimani sempre aggiornato sulle notizie del nostro portale, seguici sui sociali:

Facebook e Twitter

Leggi tutto...

DissestoItalia: al via la petizione per la messa in sicurezza del Paese

Pubblicata sul sito di DissestoItalia, la petizione che Ance, Architetti, Geologi e Legambiente lanciano al Governo Renzi contro la piaga del dissesto idrogeologico.

Un appello in cui si chiede con forza di non aspettare l’autunno per correre ai ripari, ma di partire subito, sbloccando le risorse disponibili per gli interventi di manutenzione e prevenzione.

Non è più accettabile, infatti, che ogni anno si spenda circa 1 miliardo per riparare i danni provocati da frane, alluvioni e allagamenti e poco più di 100 milioni per prevenirli. Danni che negli ultimi 12 anni sono costati la vita a 300 persone, solo l’anno scorso a 24. 

Tempi brevi, risorse adeguate e regole trasparenti: questo le richieste di imprenditori, professionisti e ambientalisti, che dopo aver promosso la grande inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico realizzata da Next New Media continuano a tenere alta l’attenzione sul problema, con un’iniziativa che ha già ottenuto il plauso di nomi illustri del mondo dell’informazione, della cultura e delle istituzioni che saranno tra i primi firmatari dell’appello.

Fonte: ANCE

Leggi tutto...

Premio Impresa Ambiente: l’award italiano dedicato alle imprese sostenibili

Il Premio Impresa Ambiente è il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale.

Porta d’accesso all’European Business Awards for the Environment promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente) - si rivolge alle aziende che hanno fatto della politica verde una delle leve essenziali per essere competitive a livello nazionale ed europeo.

La settima edizione è promossa, come di consueto, dalla Camera di Commercio di Roma e, in particolare, dalla sua Azienda speciale Asset Camera, in collaborazione con Unioncamere e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che hanno condiviso la missione del Premio: quella di valorizzare le esperienze imprenditoriali orientate all’innovazione intelligente di processi e prodotti, stimolando, al contempo,  comportamenti sostenibili negli acquisti.

Il Premio, nelle precedenti edizioni, ha portato alla ribalta grandi e piccole aziende, con progetti e prodotti che hanno contribuito concretamente a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia. Il contributo delle imprese ha rispecchiato in pieno il grande fermento della società sui temi ambientali, offrendo soluzioni e tecnologie al mercato.

Il Premio si divide in quattro categorie: 1) Miglior Gestione, 2) Miglior Prodotto, 3) Miglior Processo/Tecnologia, 4) Miglior Cooperazione Internazionale. E' inoltre previsto un “Premio Speciale Giovane Imprenditore”, riservato a titolari o dirigenti d'impresa under 40 (già in gara per una delle quattro categorie), che si siano distinti per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione ed attività di ricerca nell'ambito dello sviluppo ecosostenibile.

Possono partecipare al Premio Impresa Ambiente le imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di appartenenza.

La sola categoria 4) “Migliore cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile”, è riservata alle aziende che abbiano sviluppato partnership internazionali e coinvolto una o più organizzazioni appartenenti a settori differenti (aziende private, enti pubblici, enti non governativi, istituzioni accademiche e di ricerca). I partner dell’organizzazione italiana dovranno appartenere a Paesi in via di sviluppo o Paesi con un’economia in transizione. Le partnership devono basarsi sui principi di equità, trasparenza e mutuo beneficio; inoltre dovranno contribuire significativamente ai tre elementi che caratterizzano lo sviluppo sostenibile: protezione ambientale, sviluppo economico ed equità sociale.

Le modalità d’iscrizione per la presentazione delle candidature alla settima edizione del Premio Impresa Ambiente sono riportate nel bando per una o più delle quattro categorie. I progetti, da inviare entro il 10 febbraio 2014, verranno valutati da una giuria composta da esperti del settore ed esponenti del sistema produttivo e della ricerca, che assegnerà anche il “Premio Speciale Giovane Imprenditore per l’ambiente”.

Le imprese vincitrici verranno premiate nel corso della cerimonia che si terrà a Roma a marzo 2014, e saranno ammesse di diritto all’ European Business Awards for the Environment, rappresentando le eccellenze italiane. Il bando, le scadenze, le modalità di candidatura e ulteriori dettagli sul Premio sono disponibili sul sito www.premioimpresambiente.it .

La segreteria organizzativa del Premio Impresa Ambiente è curata da Asset Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, Via Capitan Bavastro 116, 00154 Roma, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

modalità d’iscrizione sul sito www.premioimpresambiente.it

CANDIDATURE ENTRO IL 10 FEBBRAIO 2014

premiazione Roma, marzo 2014 – Settima edizione

 

Fonte: Ministero dell'Ambiente

 

 

Leggi tutto...

ANCE: indagine conoscitiva sulla Green economy

Si è svolta il 22 novembre c.m. l’audizione dell’ANCE presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla Green Economy.

La delegazione associativa ha evidenziato, in premessa, che oggi il modello di sviluppo basato sulle fonti energetiche di origine fossile e sul consumo di materie prime non rinnovabili è divenuto una via insostenibile alla crescita. Per tale finalità serve un cambio di paradigma al fine di favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, che sia cioè in grado di conciliare la soddisfazione dei bisogni delle presenti generazioni con quelli delle generazioni future. In questa sfida, il settore edile ha un’importante voce in capitolo, dal momento che può significativamente contribuire al risparmio di energia e di risorse naturali.

Ha, quindi, sottolineatochela Green Economy ha bisogno di politiche di sostegno efficaci e di un quadro regolamentare certo e chiaro.

Ha, poi, ricordato la centralità della Green Economy nell’ambito della strategia europea.

La nuova sfida dell’Unione Europea è il Pacchetto Clima-Energia 20-20-20, che stabilisce i seguenti target al 2020:

-  un aumento del 20% dell’efficienza energetica rispetto ai livelli previsti;

-  una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990;

-  una quota pari al 20% di energie rinnovabili sul totale.

Tali obiettivi richiedono uno sforzo congiunto di tutti i settori economici, a partire da quelli più energivori, tra cui si colloca il settore edile. Anche per questo, la Commissione Europea ha destinato all’edilizia un ruolo centrale, individuando l’edilizia sostenibile come uno dei sei “lead market” del futuro, cioè i mercati con grandi potenzialità di sviluppo anche in termini di occupazione e nuove figure professionali, insieme alle energie rinnovabili e al riutilizzo dei materiali.

E’ passata poi ad illustrare le potenzialità “green” del settore delle costruzioni. Al riguardo, ha precisato che sono tre gli ambiti su cui intervenire specificando per ciascuno mirate proposte.

Il primo ambito di intervento riguarda le nuove costruzioni, in cui da una parte occorre muoversi nella direzione degli “edifici a energia quasi zero”, dall’altra è necessario favorire l’utilizzo di materiali costruttivi il cui impatto sull’ambiente sia sempre più ridotto, anche attraverso la pratica del riciclo dei materiali da costruzione e demolizione.

Al riguardo, ha espresso la necessità di:

-Incentivare l’utilizzo di materiali provenienti da recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, prevedendo l’istituzione di sistemi incentivanti già nel disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità recante disposizioni in materia ambientale.

-Dare impulso all’implementazione nazionale del Green Public Procurement, completando il quadro regolamentare con riferimento al settore delle costruzioni.

-Favorire la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori del settore edile, per facilitare la transizione verso i cosiddetti “green jobs”.

Altro ambito di intervento è costituito dal patrimonio edilizio esistente, cui sono imputabili la gran parte dei consumi di energia, oltre a carenze funzionali come le barriere architettoniche e l'inadeguatezza alla normativa sismica. Si tratta di edifici il cui fabbisogno medio è pari a 180 kWh/mq all’anno, un valore circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le vigenti norme.

Al riguardo, ha espresso la necessità di:

-Rendere stabile la detrazione fiscale del 65% per le riqualificazioni energetiche, rimodulandone l’entità in funzione della maggior efficacia dell’intervento.

-Prevedere nuove misure di sostegno alle attività di efficientamento energetico degli edifici esistenti, indirizzate a risolvere in particolar modo le situazioni “critiche” come quelle degli immobili in affitto o dei condominii.

-Avviare il terzo ciclo del Fondo rotativo Kyoto, tornando all’impostazione originaria del primo ciclo, ovvero a una procedura di accesso più semplice e a una concentrazione dei fondi sugli interventi prettamente energetici.

-Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sui benefici derivanti dal miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, indirizzate al pubblico, alle aziende e alla Pubblica Amministrazione.

Il terzo ambito di intervento è rappresentato dalle città in senso lato, perché la sfida della sostenibilità e dell’economia verde deve essere affrontata con una visione d’insieme, mirando ad efficientare non solo le case ma anche i centri urbani nel loro complesso, con una particolare attenzione al recupero delle aree industriali dismesse.

Al riguardo, ha espresso la necessità di:

-Definire una legge quadro per il governo del territorio che consenta di avviare un'efficace azione per la riqualificazione urbana.

-Incentivare fiscalmente i processi di riqualificazione urbana, favorendo la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e la loro sostituzione con edifici di “nuova generazione”.

-Riqualificare il patrimonio scolastico. E’ prioritario avviare un grande programma per l'efficientamento e la messa in sicurezza dell'edilizia scolastica che privilegi la collaborazione pubblico-privata, prevedendo allo stesso tempo l’esclusione dal Patto di stabilità interno dei fondi pubblici destinati al programma.

-Rimuovere le barriere che ostacolano l’uso di capitali privati nella realizzazione di opere al servizio della collettività.

-Dare certezza e velocizzare i processi di rifunzionalizzazione delle aree industriali dismesse che necessitano di interventi di bonifica, senza comunque mettere in secondo piano gli aspetti della salute e della sicurezza.

 Infine si è soffermata sull’utilizzo dei fondi strutturali europei e FSC. La programmazione dei fondi europei e nazionali (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, ex-FAS) del periodo 2014-2020 rappresenta, infatti, una straordinaria occasione per dare impulso alla green economy.

Il rispetto dei vincoli regolamentari europei ci impone di destinare almeno 5,2 miliardi di euro dei circa 39 miliardi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed in particolare all’efficienza energetica degli edifici.

Più in generale, nella nuova programmazione, le istituzioni europee attribuiscono carattere prioritario al tema delle politiche urbane ed in particolare al tema della rigenerazione urbana ai quali potrebbero essere destinati più di 20 miliardi di euro (3 miliardi l’anno per 7 anni).

A queste risorse, si aggiungono poi quelle del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che possono essere destinate a misure complementari, non comprese nella gamma di misure previste dai programmi dei fondi strutturali, come ad esempio incentivi fiscali per la riqualificazione urbana.

In tale contesto, ha, quindi, sottolineato la necessità di affrontare in modo organico il tema delle città, definendo visioni e strategie unitarie di intervento a livello territoriale e ragionando in termini di fabbisogni e progetti di riqualificazione urbana sui quali fare confluire i finanziamenti disponibili.

Ha, pertanto, espresso l’opportunità di:

-Fare della green economy un elemento centrale dell’intervento sulle città nell’ambito della programmazione unitaria dei fondi strutturali europei e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020.

-Finanziare le misure proposte (efficientamento energetico degli edifici, incentivi fiscali per la riqualificazione urbana, riqualificazione delle scuole, ecc…) con le risorse della programmazione unitaria.

-Nell’Accordo di Partenariato Italia-Europa sull’utilizzo ambito dei programmi dei fondi europei 2014-2020, prevedere la possibilità di finanziare interventi di efficientamento energetico non solo degli edifici pubblici ma anche di quelli privati.

Fonte: ANCE

Leggi tutto...

Giornata di studio all’ENEA sulla strategia energetica dell’Unione europea

L’ENEA ha ospitato una giornata di studio per discutere della realizzazione, sia da un punto di vista di costi che di tempistica, della strategia energetica dell’Unione europea, che prevede un abbattimento di gas serra entro il 2050 dell’80-95% rispetto al 1990.

A livello europeo si è aperto un dibattito sugli ingenti investimenti, gli sforzi tecnologici e i profondi cambiamenti organizzativi e culturali che l’implementazione di questa roadmap energetica richiede. Secondo la Commissione europea il passaggio a una economia europea a basse emissioni di carbonio entro il 2050 è un obiettivo tecnicamente ed economicamente fattibile, che corrisponde a una quasi totale decarbonizzazione dei processi di generazione elettrica. Ciò implica anche una sostanziale riforma di tutti i modelli di produzione e di consumo, per combattere l’abituale associazione tra crescita economica e aumento delle emissioni di carbonio. Questo processo di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio costituisce per l’UE un’opportunità per accrescere la competitività e, allo tempo stesso,  la sicurezza energetica.

Orizzonte 2020, meglio conosciuto con il nome Horizon 2020, è il nuovo programma dell’UE che riunirà tutti i finanziamenti per la ricerca e l'innovazione per il periodo 2014-2020.

Degli 80 miliardi di euro su cui potrà contare questo programma quadro, il 15-20% sarà destinato ai settori dell’energia e dei trasporti.

Fonte: ENEA

ediliziappalti.com

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

SEZIONI

NOTIZIE

CHI SIAMO