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Offerta non conveniente e obbligo di motivazione

È facoltà dell’Amministrazione riservarsi, con apposita clausola di bando, il potere di non aggiudicare la gara; tuttavia tale facoltà non può essere esercitata senza rispettare il generale obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi, posto che l'attività amministrativa deve essere ragionevole pur qualificandosi in concreto come fortemente discrezionale. L'esercizio del potere amministrativo, nelle procedure di evidenza pubblica, deve intervenire secondo correttezza e buona fede, per salvaguardare gli interessi legittimi dei partecipanti alla gara, che abbiano riposto affidamento sullo svolgimento e definizione della procedura; l’Amministrazione o la stazione appaltante il cui agire si ponga in contrasto con i principi di correttezza e buona fede nell'esercizio del potere è responsabile. 

Nel caso concreto, parte ricorrente lamentava la sussistenza, nel provvedimento impugnato, di una motivazione erronea, apparente ed insufficiente, nonché del difetto di istruttoria: infatti, come si legge nel provvedimento impugnato, a fronte della presentazione di una sola offerta da parte di un unico operatore commerciale (l’odierna parte ricorrente), la stazione appaltante avrebbe eseguito una indagine di mercato “in relazione al prezzo dell’aggiudicazione”, da parte di altri Enti, in relazione a macchinari della stessa marca ed aventi caratteristiche similari a quelle dell’offerta.

Parte ricorrente si duole del fatto che detta indagine di mercato fosse ultronea ed illegittima giacchè la ricorrente aveva presentato un ribasso rispetto al prezzo posto a base dell’asta e, quindi, l’offerta dell’operatore economico doveva ritenersi idonea e conveniente rispetto all’oggetto del contratto. Nonostante ciò, tuttavia e singolarmente, l’iter di detta indagine di mercato non si rinviene affatto indicato nell’ambito del provvedimento impugnato, e ciò integra il vizio di eccesso di potere riscontrabile nella figura sintomatica del difetto di istruttoria.

Giova premettere, sul piano normativo, che l’art. 95, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 stabilisce che “Le stazioni appaltanti possono decidere di non procedere all'aggiudicazione se nessuna offerta risulti conveniente o idonea in relazione all'oggetto del contratto. Tale facoltà è indicata espressamente nel bando di gara o nella lettera di invito”. E’ indubbio che tale facoltà di arrestare il procedimento di aggiudicazione, in caso di ritenuta non convenienza economica o di inidoneità tecnica dell’offerta, corrisponde alla valutazione dell’Amministrazione di identificare le proprie esigenze e le vie con cui approntare le adeguate risorse; si tratta, dunque, dell’esercizio di un potere discrezionale, il cui fondamento va ravvisato nel principio generale di buon andamento, che impegna le Pubbliche Amministrazioni all’adozione di atti quanto più possibile coerenti e proporzionali alle esigenze effettive di provvista per i loro compiti.

La decisione di non aggiudicare la gara, tuttavia, non può essere arbitraria, né priva di motivazioni che diano conto della “non convenienza” o della “inidoneità” dell’offerta in relazione all’oggetto del contratto; in particolare, la giurisprudenza richiede “una specifica e penetrante motivazione, corredata dall’esplicitazione precisa e circostanziata degli elementi” che giustificano la mancata aggiudicazione.

Si allega la sentenza del TAR Venezia n. 20 del 7 gennaio 2019.

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Lavori affidati in via d'urgenza e rimedi all'inadempimento

L’istituto della consegna d’urgenza dei lavori è attualmente disciplinato dall’art. 32, comma 8, del D.Lgs. n. 50/2016 e dall’art. 11, comma 6, del DPR n. 167/2006, il quale consente che, laddove l’esecuzione delle prestazioni relative ad un determinato appalto sia indifferibile, la stazione appaltante possa procedere alla consegna dei lavori nelle more della stipula del contratto.

Quanto alla natura giuridica di tale atto, non si può non riconoscere allo stesso natura di provvedimento autoritativo unilaterale, anche se ai fini della sua concreta esecuzione è necessaria la collaborazione dell’aggiudicatario. Questo perché, in primo luogo, manca il contratto; in secondo luogo, la decisione di procedere alla consegna d’urgenza è espressione del potere discrezionale di cui dispone la stazione appaltante, laddove invece la consegna dei lavori dopo la stipula del contratto costituisce per la stazione appaltante un obbligo negoziale, la cui violazione implica l’insorgere di una responsabilità per inadempimento.

Nel caso in esame, la ricorrente, adducendo un’impossibilità temporanea di eseguire la prestazione, mirava evidentemente ad escludere la configurabilità di ogni profilo di responsabilità a proprio carico, non consideranto tuttavia che tale impossibilità temporanea fosse nient'altro che la conseguenza di un suo precedente inadempimento. Ad ogni modo, il fatto che non fosse stato stipulato il contratto non rendeva irrilevanti eventuali inadempimenti dell’appaltatore, visto che gli obblighi negoziali nascono dal fatto stesso di aver accettato senza riserve la consegna dei lavori in via d’urgenza.

Pertanto, in assenza di contratto, è del tutto evidente che la Stazione Appaltante potesse agire solo con lo strumentario pubblicistico, ossia rimuovendo in autotutela l’aggiudicazione.

Si allega la sentenza in esame.

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Pizzarotti: cinque nuove commesse estero per 700 milioni

Nuove acquisizioni da parte della Pizzarotti Spa in Serbia, Australia e Perù per un valore di oltre 700 milioni di euro.

A Belgrado, sarà realizzata la "Kula Tower", nuovo punto panoramico di  41 piani, per un' altezza di oltre 168 metri, all'interno del nuovo complesso residenziale e commerciale del Belgrade Waterfront, ed ospiterà un albergo oltre delle residenze per un importo di oltre 146 milioni di euro.

Ad Israele, costruirà una strada con due tunnel che permetterà un nuovo accesso a Gerusalemme.

In Australia, si occuperà di edilizia sanitaria con la costruzione di un nuovo ospedale. 

In Perù, l'appalto vinto ha ad oggetto l'ampliamento del penitenziario di Arequipa. 

L'Obiettivo dell'impresa è quello di essere sempre più presente nei mercati internazionali,che ad oggi offrono grnadi possibilità di crescita.

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