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Raggruppamento Temporaneo e Giovane Professionista

Secondo il Consiglio di Stato con sentenza n. 1708 del 15 marzo 2019  il giovane professionista all'interno del Raggruppamento Temporaneo deve svolgere esclusivamente attività di progettazioni e non di supporto alla progettazione.

La controversia investe, nella sostanza, la portata e l’interpretazione dell’art. 253, comma 5, d.P.R. n. 207-2010, che, recependo l’art. 4 D.M. 263-2006 (richiamato nel disciplinare di gara), ha previsto che i raggruppamenti temporanei “devono prevedere quale progettista la presenza di almeno un professionista laureato abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione secondo le norme dello Stato membro dell’Unione Europea di residenza”.

Tale norma è sopravvenuta all’abrogazione dell’art. 51, comma 5, d.P.R. n. 554-1999, contenente una disposizione sostanzialmente identica, volta a garantire al giovane professionista la possibilità di svolgere un utile apprendistato nella complessa realtà dei lavori pubblici e di arricchire il proprio curriculum, senza dover assumere le responsabilità connesse alla posizione di associato (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 23 febbraio 2015, n. 875 e sez. IV, 23 aprile 2015, n. 2048).

L’art. 253 in oggetto innova la precedente disciplina nel senso che il giovane professionista sarà obbligato, in caso di aggiudicazione, a sottoscrivere gli elaborati progettuali, così determinandosi un’effettiva interazione con la équipe di lavoro di cui faccia parte.

Ciò posto, oggetto del giudizio non è la presenza del giovane professionista all'interno dell’RTP appellato, ma la qualità di detto professionista nell'ambito del Raggruppamento, ovvero di progettista o di mero incaricato del solo supporto alla progettazione.

La questione riguarda pertanto la differenza che intercorre tra attività di progettazione e attività di supporto alla progettazione, intesa quale attività attinente a compiti meramente strumentali alla progettazione (indagini geologiche, geotecniche e sismiche, sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni, predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con l’esclusione delle relazioni geologiche, nonché la sola redazione grafica degli elaborati progettuali).

Occorre, pertanto, distinguere, tra il giovane professionista che sia progettista ex art. 4, D.M. 2 dicembre 2016, n. 263, come richiamato nel disciplinare di gara all'art. 5.3 e il giovane professionista che svolga solo attività di supporto alla progettazione, che progettista non è.

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TAV: pubblicati i bandi sulla Gazzetta Ufficiale Europea

Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2019 il bandi per la realizzazione del progetto per un nuovo collegamento ferroviario Lione-Torino.

TELT è il promotore pubblico responsabile della costruzione e gestione della sezione infrastruttura futura transfrontaliera.

Lo scopo di questo contratto pubblico è di eseguire i lavori dei cantieri operativi del tunnel di base dall'attacco alla discesa Villarodin-Bourget / Modane), non 6/7 (scavando del tunnel di base dagli attacchi delle discese di La Praz e Saint-Martin-la-Porte) e il numero 8 (scavando il tunnel di base dagli attacchi dei portali di Villard-Clément).

Ciascuno dei lotti di questo appalto pubblico costituisce un accordo quadro misto, a premio unico, vale a dire a accordo quadro con ordini di acquisto e contratti successivi.

Il lavoro in questo lotto 1 include il trasferimento delle opere esistenti (compresi passerelle e pozzi) e il completamento di tutti i lavori futuri della galleria di base, lunga circa 21,9 km  per ogni tubo, da Modane alla sezione contigua in Italia.

I lavori comprendono: 

- sviluppo della piattaforma Villarodin-Bourget (recinzioni, terrapieni, merli, cibo elettrici, ventilazione del sito di costruzione, trattamento delle acque minime, installazioni in loco),

- l'ingegneria civile del sito di sicurezza Modane e le gallerie tecniche associate (metodo di scavo convenzionale, di contenimento, impermeabilizzazione e rivestimento) dai piedi del Villarodin- Bourget / Modane

- ingegneria civile della galleria di base (scavando con metodo convenzionale e / o alesatrice a tunnel, trattenendo, sigillatura e rivestimento) nonché gallerie di tubi e relative camere tecniche,

- l'ingegneria civile della riqualificazione nella sua dimensione finale della discesa Villarodin-Bourget / Modane,

- la realizzazione di tutti i lavori necessari per le opere logistiche e il rilievo (opere temporanee e / o opere finali, sotterranee, reti, ecc.),

- lo sviluppo di siti di preclassificazione per materiali di scavo in vista del loro sviluppo futuro e siti di smaltimento temporanei e permanenti per materiali da lavori di sterro e scavi sotterranei (sito del mulino, sito delle terze parti),

- Deposito e trasporto di materiale di scavo mediante nastro trasportatore.

Il lavoro che può essere eseguito tramite eventuali contratti successivi (avviati o meno) la data di funzionamento del pacchetto di lavoro responsabile dell'analisi, selezione e riutilizzo dei materiali scavo) consistono nella gestione e l'uso di materiali da scavo (GEME), che possono includere tutti o alcuni dei seguenti servizi:

- l'analisi, la cernita e la classificazione finale dei materiali di scavo,

- evacuazione di materiali di scavo in siti di smaltimento temporanei o permanenti,

- i lavori di sterro per il deposito finale sul sito di Tierces.

I contratti successivi possono anche consentire l'esecuzione delle opere civili per il realizzazione di strutture di gallerie che si interfacciano con il futuro mercato delle attrezzature.

Valore stimato lotto 1

Valore, IVA esclusa: 1.000.000.000,00 euro

Durata del contratto d'appalto

Durata in mesi: 102

Lotto n. 2 

Sito operativo 6/7: costruzione del tunnel dagli attacchi della Prazet di Saint-Martin-la-Porte. Il lavoro in questo lotto 2 comprende il trasferimento di strutture esistenti (comprese le discese) e la realizzazione di tutti i lavori futuri del tunnel di base lungo 23,1 km, da Saint-Martin-la-Porte a Modane.

Valore stimato:

1.130.000.000,00 euro

Lotto n. 3 

Il lavoro in questo lotto 3 comprende il trasferimento delle strutture esistenti (trincea coperta di Saint-Julien-Montdenis e opere associate in particolare) e la costruzione di tutti i lavori futuri della galleria di base su una lunghezza di circa 1,8-4 km, situata intorno a Villard-Clément.

Valore stimato

180.000.000 euro

Termine per il ricevimento delle offerte 

Le domande dovranno pervenire entro il 28/05/2019

In allegato Bando di Gara pubblicato sulla Gazzetta Europea

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Parere di Precontenzioso ANAC e impugnabilità

L’articolo 211 del d.lgs. n. 50/2016, rubricato “Pareri di precontenzioso dell’ANAC”, dispone, al comma 1 che “Su iniziativa della stazione appaltante o di una delle altre parti, l’ANAC esprime parere, previo contraddittorio, relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Il parere obbliga le parti che vi abbiano preventivamente consentito ad attenersi a quanto in esso stabilito. Il parere vincolante è impugnabile innanzi ai competenti organi della giustizia amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del codice del processo amministrativo”.

Dal tenore della richiamata norma emerge che, in sede di precontenzioso, l’ANAC può esprimere pareri vincolanti e pareri non vincolanti.

Il parere vincolante, obbligando le parti ad attenervisi, è atto immediatamente lesivo, condizione questa che ne consente – giusta anche quanto espressamente previsto dalla norma- l’autonoma impugnabilità.

Il parere non vincolante, invece, avendo carattere di manifestazione di giudizio, non presenta aspetti di autonoma lesività e non è, dunque, autonomamente impugnabile.

Ritiene, peraltro, la Sezione che l’impugnabilità del parere non vincolante dell’ANAC non sia da escludersi in assoluto.

Esso, invero, assume connotazione lesiva tutte le volte in cui, riferendosi ad una fattispecie concreta, sia fatto proprio dalla stazione appaltante, la quale, sulla base di esso, abbia assunto la relativa determinazione provvedimentale.

Ne consegue che l’impugnazione del parere facoltativo è consentita unitamente al provvedimento conclusivo della Stazione appaltante che ne abbia fatto applicazione.

La giurisprudenza (cfr., ex multis, TAR Lazio, I, 3-11-2006, n. 1087; sez. II, 2-3-2018 n. 2394) ritiene che l’atto non provvedimentale adottato dall’ANAC, pur non essendo idoneo ex se ad arrecare un vulnus diretto ed immediato nella sfera del destinatario, lo diviene se e nella misura in cui integri la motivazione del provvedimento finale.

Invero, la sua concreta lesività si manifesta solo nell’ipotesi in cui esso sia trasposto o richiamato nell’atto conclusivo del procedimento, potendo la sua incidenza sulla fattispecie essere valutata solo in relazione alla capacità di integrare la motivazione del provvedimento adottato dalla Stazione appaltante.

Pertanto, nelle dette ipotesi di suddetta incidenza nella fattispecie concreta, esso è impugnabile unitamente al provvedimento finale che lo recepisce e del quale diviene presupposto o laddove esso diventi segmento procedimentale.

Questo stesso Consiglio (cfr. sez. V, 17-9-2018, n. 5424) ha affermato che la lesività del parere si manifesta solo se sia trasposto o richiamato nell’atto conclusivo del procedimento che dispone in senso negativo per il destinatario. Lo stesso non è, in linea di principio, sottratto al sindacato giurisdizionale, che, però, è differito al momento in cui si dà luogo alla lesione della posizione giuridico-soggettiva dell’interessato da parte dell’organo istituzionale competente ad intervenire sulla situazione concreta (cfr. Cons. Stato, 3-5-2010, n. 2503).

Dalle considerazioni sopra svolte consegue, dunque, che correttamente il giudice di primo grado non ha pronunziato l’inammissibilità del ricorso nella parte in cui è stato proposto, sia pure “per quanto occorra”, nei confronti del parere ANAC né ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva di quest’ultima, considerandosi che le conclusioni rese nel citato parere sono state poste a base del provvedimento di annullamento della stazione appaltante quale ragione di illegittimità degli atti della procedura.

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Contratti pubblici: indicazioni per affidamento servizi di pubblica illuminazione

  • Pubblicato in Appalti

Nuove indicazioni operative ai Comuni per l’affidamento di servizi di pubblica illuminazione: l'Autorità Nazionale Anticorruzione torna sul tema dei servizi di pubblica illuminazione, ribadendo le precedenti indicazioni operative già diramate nel 2016, per fornire ulteriori indicazioni relative agli adempimenti obbligatori cui sono tenuti i Comuni nello svolgimento di attività contrattuali riferite a tali tipologia di prestazioni. 

Si tratta di incombenti perlopiù finalizzati a sanare riscontrate anomalie e carenze amministrative concernenti gli obblighi informativi nei confronti dell’Autorità, quelli contributivi o che riguardano la tracciabilità dei flussi finanziari.

L’Autorità, in continuità con le indicazioni contenute  nel Comunicato del 14 settembre 2016, avvalendosi della collaborazione del  Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, ha condotto  nell’ultimo biennio una specifica indagine per l’approfondimento delle modalità  di affidamento del cd. “servizio luce” e dei servizi connessi per le pubbliche  amministrazioni.

Le risultanze istruttorie hanno rivelato molteplici  criticità nelle procedure di approvvigionamento di tali servizi, rispetto alle  quali si pone ora l’esigenza di ribadire le indicazioni già diramate alle  stazioni appaltanti nel Comunicato del 2016, soprattutto per gli incombenti inerenti  l’acquisizione del CIG e correlati adempimenti finalizzati a sanare l’omessa  acquisizione o la regolarizzazione di CIG acquisiti e non perfezionati.

Le principali anomalie emerse dagli approfondimenti da  ultimo espletati riguardano in sintesi le seguenti violazioni:

- violazione delle disposizioni vigenti in materia di  tracciabilità dei flussi finanziari (legge n. 136/2010 e s.m.i.) per omessa  acquisizione del CIG ovvero per acquisizione di CIG non perfezionati od ancora  per (errata) acquisizione di Smart-CIG nei casi in cui è previsto l’obbligo del  CIG;  

- violazione degli obblighi informativi nei confronti dell’Autorità,  previsti dall’art. 7, comma 8, e art. 6, comma 11, e del d.lgs. n. 163/2006, ratione temporis applicabile ai casi  oggetto di indagine (ora art. 213, comma 8, d.lgs. n. 50/2016);

- omissione contributiva nei confronti dell’Autorità per  mancata acquisizione del CIG ovvero di CIG non perfezionati;  

- ipotesi di danno alla concorrenza nel settore dei  servizi di pubblica illuminazione;   

- violazione del divieto di rinnovo tacito di contratti  di appalto previsto dall’allora vigente art. 57, comma 7, del d.lgs. n.  163/2006, con conseguente nullità dei rinnovi stessi;

- mancato avvio delle procedure di riscatto degli  impianti.

In allegato comunicato Presidente ANAC

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