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ANAC: aggiornamento Linee guida Servizi Ingegneria e Architettura

Pubblicato un nuovo aggiornamento delle Linee guida n. 1 recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria” e la relativa nota illustrativa.

Accogliendo il suggerimento espresso dal Consiglio di Stato nel parere n. 2698 del 22.12.2017, l’Autorità ha ritenuto opportuno fornire alcune indicazioni volte a coordinare la disciplina della determinazione del corrispettivo da porre a base di gara con l’introduzione del principio dell’equo compenso ad opera dell’articolo 19-quaterdecies, comma 3, del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172.

Le Linee guida n. 1 sono state modificate anche per garantire un maggior coordinamento con il Bando tipo n. 3, approvato con delibera n. 723 del 31 luglio 2018, con riferimento al criterio della professionalità e adeguatezza dell’offerta, di cui alla Parte VI, punto 1.1, lett. a). Al fine di garantire il necessario coordinamento degli atti, è stata, quindi, modificata la Parte VI, punto 1.1, lett. a), delle Linee guida n. 1, nel senso già indicato dal Bando tipo n. 3. Ne consegue che i candidati possono illustrare in sede di offerta tre servizi relativi a interventi ritenuti significativi della propria capacità e affini a quelli oggetto dell’affidamento svolti lungo tutto l’arco della sua vita professionale.

Un’ulteriore modifica alle Linee guida n. 1 è stata introdotta per porre rimedio a un’applicazione distorta, da parte di alcune stazioni appaltanti, della previsione di cui alla Parte IV, punto 2.2.3.1. secondo la quale «La mandataria in ogni caso possiede i requisiti necessari per la partecipazione alla gara in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna dei mandanti», segnalata da alcune associazioni di categoria.

In particolare, è stato evidenziato che le stazioni appaltanti rilevano il requisito richiesto della mandataria in termini assoluti, comparandolo a quello degli altri componenti il costituendo RTP, ritenendo, quindi, che il ruolo di mandataria può essere assunto solo dall’operatore economico in possesso, in valore assoluto e non in relazione alla specifica gara, dei requisiti di qualificazione in misura maggioritaria.

In allegato "Linee guida n. 1 - Servizi Ingegneria e Architettura"

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Rail Loop: il Megaprogetto per la mobilità di Melbourne

La nuova metropolitana coprirà un percorso di 90 chilometri intorno al centro della città di Melbourne. Come il Grand Paris Express di Parigi, il maestoso progetto di linea metropolitana che collegherà i comuni della Grande Parigi, anche Melbourne guarda alla realizzazione di un’opera grandiosa per rilanciare la mobilità sostenibile cittadina. È il Melbourne Suburban Rail Loop, un vero e proprio anello metropolitano che ruoterà intorno al centro della città australiana collegando le periferie, intercettando altre linee metropolitane cittadine come la Frankston Line e la Werribee Line e facendo tappa anche nell’aeroporto di Melbourne.

L'importo del Progetto

Un progetto ambizioso il costo previsto si aggira oggi intorno ai 50 miliardi di dollari australiani, pari a 31 miliardi di euro sul quale il governo dello stato di Victoria ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di iniziare a finalizzare i progetti delle stazioni entro la seconda metà del 2019, quando inizieranno le analisi sul campo dei siti individuati. I tempi si stringono, il progetto è in fase di definizione, e presto inizieranno i lavori per la realizzazione di una delle più importanti opere infrastrutturali dell’Australia.

Un progetto senza precedenti

Una linea che coprirà una distanza di 90 chilometri, viaggiando quasi interamente sottoterra, con 12 nuove stazioni, e una capacità di trasportare 400.000 passeggeri al giorno. Sono solo alcuni dei numeri del Melbourne Suburban Rail Loop, la metro che oggi è in fase di progettazione e che – secondo i calcoli del governo – dovrebbe essere completata entro il 2050.

La filosofia principale del progetto è legata proprio al tracciato: come a Parigi, ma anche come nel caso di Cityringen (la nuova metro di Copenhagen realizzata da Salini Impregilo), la linea segue un percorso circolare che garantisce una duplice funzione: da un lato favorire i trasporti anche in aree suburbane; dall’altro tagliare con stazioni di scambio le principali linee metropolitane e ferroviarie già attive in città, favorendo così una sinergia importante in termini di mobilità sostenibile. Così oltre alle 12 nuove stazioni previste, il Suburban Rail Loop fermerà anche in alcune stazioni già esistenti, dando vita a un sistema di trasporto “radiale”, la soluzione migliore per favorire l’interazione tra le periferie e il centro cittadino. Il percorso della linea è stato infatti studiato nel dettaglio, anche per mettere in collegamento alcuni punti strategici della città, come ad esempio 10 ospedali, cinque università, due poli tecnologici e 4 tra i più importanti shopping center di Melbourne.

Un progetto grandioso che dovrebbe riportare Melbourne sulla vetta delle città con la migliore qualità della vita, selezionate dall’Economist Intelligence Unit, che è stata per sette anni consecutivi della metropoli australiana prima di essere ceduta a Vienna nel 2018.

Un’opera per la mobilità sostenibile di Melbourne

Il Melbourne Suburban Rail Loop è un progetto che nasce con una visione di lungo periodo e guarda al 2050 come un orizzonte vicino per la città di Melbourne, oggi al centro di una profonda trasformazione demografica ed economica. Secondo il governo dello stato di Victoria, la città raggiungerà gli 8 milioni di abitanti entro il 2050 dagli attuali 5 milioni, un aumento demografico che rischia di portare con sé anche un boom del congestionamento urbano.

Da qui il valore della nuova opera che avrà un impatto decisivo sulla mobilità sostenibile cittadina. Secondo i calcoli della Rail Project Victoria (RVP), la società governativa responsabile di alcuni dei più importanti progetti di mobilità su ferro dello stato, la nuova metro sarà in grado di togliere dalle strade ogni giorno 200.000 veicoli dal 2051.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2022, creando 20.000 posti di lavoro, e già entro i primi dieci anni la prima tratta della metro dovrebbe essere inaugurata. «Il Suburban Rail Loop – ha dichiarato pubblicamente il premier di Victoria, Daniel Andrews – cambierà per sempre il modo in cui ci muoviamo a Melbourne, e non intendiamo perdere un solo minuto prima di lanciare questo progetto. Perché l’opera sarà in grado di creare posti di lavoro, ridurre i tempi di trasporto in città, e portare le persone dove desiderano».

Fonte Salini - Impregilo

 

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Manifestazione di interesse e principio di rotazione: nuova sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato con Sentenza n. 3831 del 06 giugno 2019 ha stabilito che il principio rotazione trova applicazione non solo per gli affidamenti diretti sotto soglia (come sostiene l’appellante), ma anche per le procedure negoziate di lavori, servizi e forniture negli appalti cd. “sotto soglia” (quale è quello in esame), rispetto alle quali il principio di rotazione è stato già ritenuto obbligatorio dalla giurisprudenza di questo Consiglio.

Infatti, giova anzitutto richiamare la norma di cui all’art. 36 del D.Lgs. n. 50 del 2016, a mente del quale “l'affidamento e l'esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all'articolo 35 avvengono nel rispetto dei principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l'effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese”.

Alla luce del piano tenore letterale della norma non meritano condivisione le critiche appuntate alla sentenza appellata in quanto effettivamente il principio ivi affermato mira ad evitare il crearsi di posizioni di rendita anticoncorrenziali in capo al contraente uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il precedente affidamento) e di rapporti esclusivi con determinati operatori economici, favorendo, per converso, l’apertura al mercato più ampia possibile sì da riequilibrarne (e implementarne) le dinamiche competitive.

Il principio di rotazione si riferisce propriamente non solo agli affidamenti ma anche agli inviti, orientando le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da interpellare e da invitare per presentare le offerte ed assumendo quindi nelle procedure negoziate il valore di una sorta di contropartita al carattere “fiduciario” della scelta del contraente allo scopo di evitare che il carattere discrezionale della scelta si traduca in uno strumento di favoritismo (cfr. Cons. di Stato, III, 12 settembre 2014, n. 4661, ove si rilevava che il principio di rotazione non avesse ragion d’essere in rapporto alle concrete caratteristiche della procedura in cui l’ente appaltante, pur avendo fatto richiamo all’art. 125 del previgente codice dei contratti, aveva impostato la procedura come una gara vera e propria, in ragione dell’ampissima apertura al mercato e dell’elevatissimo numero di ditte invitate e, dunque, senza alcuna discrezionalità né alcuna negoziazione) e di assicurare l’avvicendamento delle imprese affidatarie.

A ciò si aggiunga poi che, come chiarito dalla giurisprudenza, la norma in oggetto da un lato non si pone in contrasto con i principi di cui all’art. 41 Cost. in quanto “in senso contrario è dirimente rilevare che l’art. 36 cit. contiene una norma pro-competitiva che favorisce l’ingresso delle piccole e medie imprese nei mercati ristretti, e che comprime, entro i limiti della proporzionalità, la parità di trattamento che va garantita anche al gestore uscente, al quale - salvo motivate eccezioni - si impone soltanto di “saltare” il primo affidamento, di modo che alla successiva gara esso si ritrovi in posizione paritaria con le altre concorrenti”, dall’altro garantisce quelli di cui all’ art. 97 Cost, poiché “l’aumento delle chances di partecipazione dei competitors “esterni” (assicurata dal principio di rotazione) favorisce l’efficienza e l’economicità dell’approvvigionamento dei servizi” (Cons. Stato, Sez. VI, 31 agosto 2017, n. 4125).

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Progetto Prevenzione 2020: nuovi corsi di formazione per RLS

Nel seminario finale a Roma presentati dati ed esperienze delle attività realizzate dagli enti del progetto Prevenzione 2020 in compartecipazione con l’Inail e il supporto delle parti sociali per lo sviluppo della comunità professionale dei Rls/Rlst.

Al via in autunno nuovi corsi di formazione per 1500 rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Pannelli con disegni che rilanciano le 10 esperienze più rappresentative, videoanimazioni che riassumono percorsi di lavoro, una piattaforma web, www.prevenzione2020.net, con dati, ricerche, buone pratiche, ma soprattutto il racconto dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst).

Sono questi alcuni dei risultati del progetto “Prevenzione 2020: le pratiche che generano valore”, presentati nel seminario conclusivo dell’iniziativa, svoltosi giovedì 30 maggio presso l’auditorium della sede centrale dell’Inail a Roma. Collaborazione insieme alle parti sociali per la formazione dei Rls. Il progetto è stato realizzato dagli enti del raggruppamento “Prevenzione 2020”, di cui fanno parte Ial nazionale, con funzioni di capofila, Fondazione Di Vittorio e Enfap, in compartecipazione con l’Inail e il supporto di Cgil, Cisl e Uil, in attuazione dell’ accordo di collaborazione sottoscritto a giugno 2017 con la Direzione centrale prevenzione, e nato dall’avviso pubblico pubblicato nell’ottobre del 2015 sul tema dell’informazione e dello sviluppo della cultura della prevenzione per la figura del Rls e del Rlst in edilizia, agricoltura e sanità. Lucibello: lavorare insieme per non disperdere energie. Per il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, l’iniziativa è il riconoscimento di un lavoro valido per metodo e strumenti utilizzati. I numeri degli infortuni registrati per i comparti oggetto del progetto impongono un cambiamento di rotta, da realizzare con l’apporto delle parti sociali, ed è necessario non disperdere energie e sforzi profusi. Il sostegno dell’Inail - ha concluso il direttore generale - non mancherà mai in termini di risorse e strutture tecniche. Mastrovincenzo: più formazione per l’aggiornamento digitale del lavoro. La difficoltà di partenza - ha ricordato nel suo intervento l’amministratore unico di Ial nazionale Stefano Mastrovincenzo - era quella del riconoscimento della condizione di svantaggio in cui operano i Rls. Per Mastrovincenzo è necessario non far calare il sipario su Prevenzione 2020.

Anche per questo motivo molti dei suoi destinatari saranno coinvolti in autunno nelle iniziative formative del progetto “All-Adattare il lavoro ai lavoratori”, approvato dalla Direzione centrale prevenzione Inail, che riguarderà 1500 Rls/Rlst in tutta Italia. Dal progetto alla comunità professionale attiva anche sul web. A presentare i risultati del progetto sono stati, nel corso del panel moderato da Stefano Signorini, dirigente di ricerca del Dipartimento di medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, Fulvio Londei (Ial nazionale), Simona Marchi (Fondazione di Vittorio) e Lorella Parmeggiani (Enfap Emilia Romagna).

Nel dibattito è stata evidenziata l’idea originale alla base di Prevenzione 2020: dare vita a una community virtuale per favorire lo sviluppo di una comunità professionale di Rls/Rlst che potesse portare alla valorizzazione di esperienze significative caratterizzate da innovatività, inclusività e trasferibilità. Prevenzione 2020 in cifre. Le esperienze significative riportate dal progetto sono il risultato di 90 interviste condotte ai Rls/Rlst coinvolti da dicembre 2017 a gennaio 2018 e selezionati sul territorio nazionale.

Le interviste hanno indagato su quattro ambiti: formazione, informazione e addestramento; attività legate al ruolo ed esercizio delle attribuzioni; relazioni con i diversi attori del sistema di prevenzione; episodio significativo. Rilevanti sono stati anche gli altri numeri ricordati: tre seminari di lancio tra maggio e giugno 2018 con 410 partecipanti; più di 1500 documenti su legislazione, rischi lavorativi e tutela della salute inseriti nel repository del portale; oltre 300 iscritti alla community professionale e quasi 2600 sessioni annue di accesso alla piattaforma; 10 esperienze significative selezionate, rappresentate graficamente su pannelli e presentate durante il seminario; e, infine, una pubblicazione finale attualmente in fase di stampa ideata come manuale per lo sviluppo della community.

Le voci del sindacato su prevenzione e qualità del lavoro. Nella tavola rotonda conclusiva del seminario, moderata da Stefano Signorini, sono intervenuti i segretari confederali Cgil, Cisl e Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini e Silvana Roseto, e il direttore centrale Prevenzione Inail Ester Rotoli. Dal dibattito è emerso il comune convincimento che la prevenzione oggi vada fatta tenendo conto di un mondo del lavoro in costante cambiamento ed essenzialmente caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione lavorativa, dalla rapidità delle trasformazioni tecnologiche, dalla creazione di nuovi modelli organizzativi e di produzione. In questo contesto - hanno affermato concordemente i relatori - diviene centrale il ruolo dei Rls quale elemento di connessione fra datori di lavoro e sindacato, specialmente nelle piccole e medie imprese. Rotoli: dalla collaborazione istituzionale un’agenda per strategie di prevenzione in linea con l’Europa. Per il direttore centrale prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli, le esperienze riportate dal progetto segnalano l’importanza di un collegamento maggiore tra i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro, e in questa direzione proseguiranno anche le prossime azioni che saranno portate avanti dall’Istituto con finanziamenti per attività di informazione e formazione sempre più mirate a sostegno dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

“È auspicabile - ha proseguito Rotoli - una rinnovata collaborazione tra istituzioni e parti sociali, che può condurre a una riorganizzazione delle funzioni del sistema istituzionale e del ruolo di Inail, con la proposta di un’agenda con temi chiave per lanciare una strategia nazionale al passo con quelle europee.” Luciano: “Safety first” slogan da ripetere in ogni contesto. Intervenendo a chiusura dei lavori, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inail, Giovanni Luciano, ha affermato che il progetto Prevenzione 2020 è un investimento da valorizzare e aggiornare. Il Civ ha sempre riservato grande attenzione ai temi della sicurezza, come dimostrano gli indirizzi strategici recentemente forniti con la delibera n. 8/2019, relativi anche al sostegno alle imprese ed alle iniziative di assistenza e consulenza. “La formazione obbligatoria da sola non basta – ha dichiarato Luciano – ed è necessario supportare ogni iniziativa che vada nel segno della prevenzione. “Safety first” deve diventare quasi uno slogan da ripetere in ogni contesto lavorativo e sociale, perché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro occorre parlare di più, non solo tra addetti ed esperti del settore. Questo è il muro più grande che deve essere abbattuto.”

 

Fonte: INAIL

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