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Gara telematica e soccorso istruttorio per malfunzionamento piattaforma telematica

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia con Sentenza n. 677 del 10 giugno 2019, reputa il Collegio di aderire al precedente di cui al TAR Bari, I, 28.7.2015, n. 1094, che su questione analoga – nel richiamare l’orientamento del Consiglio di Stato, il quale ha evidenziato che “il rischio inerente alle modalità di trasmissione (della domanda di partecipazione a gara ndr.) non può far carico che alla parte che unilateralmente aveva scelto il relativo sistema e ne aveva imposto l’utilizzo ai partecipanti; e se rimane impossibile stabilire se vi sia stato un errore da parte del trasmittente, o piuttosto la trasmissione sia stata danneggiata per un vizio del sistema, il pregiudizio ricade sull’ente che ha bandito, organizzato e gestito la gara” (cfr. Cons. Stato, Sez. III, 25.1.2013, n. 481) – ha affermato che: “… le procedure informatiche applicate ai procedimenti amministrativi debbano collocarsi in una posizione necessariamente servente rispetto agli stessi, non essendo concepibile che, per problematiche di tipo tecnico, sia ostacolato l’ordinato svolgimento dei rapporti fra privato e Pubblica Amministrazione e fra Pubbliche Amministrazioni, nei reciproci rapporti”.

“Dalla natura meramente strumentale dell’informatica applicata all’attività della Pubblica Amministrazione discende altresì il corollario dell’onere per la P.A. di doversi accollare il rischio dei malfunzionamenti e degli esiti anomali dei sistemi informatici di cui la stessa si avvale, essendo evidente che l’agevolazione che deriva alla P.A. stessa, sul fronte organizzativo interno, dalla gestione digitale dei flussi documentali, deve essere controbilanciata dalla capacità di rimediare alle occasionali possibili disfunzioni che possano verificarsi, in particolare attraverso lo strumento procedimentale del soccorso istruttorio (art. 46 D. Lgs. n. 163/2006 e art. 6 L. n. 241/1990)”.

Tale orientamento è stato di recente ribadito da TAR Milano, I, 9.1.2019, n. 40. Tanto premesso, e venendo ora al caso di specie, emerge dalla documentazione prodotta dalla ricorrente (cfr. gli screenshot in atti) che quest’ultima ha iniziato e portato regolarmente avanti, in tempo utile (19.3.2019) la procedura di caricamento in rete della documentazione relativa alla gara in esame, non riuscendo tuttavia, il successivo 20.3.2019, ore 9.50 circa, a concludere l’operazione mediante apposizione della firma digitale, in quanto la piattaforma telematica ha generato un pop-up con la dicitura: “si stanno per cancellare tutti i file”. Emerge altresì dalla stampa della schermata dei collegamenti al portale (c.d. log), prodotta dalle parti resistente e controinteressata, che la ricorrente, dalle ore 9.50 in poi del 20 marzo 2019, ha tentato più volte di completare la procedura telematica, senza tuttavia riuscirvi.

Tale situazione si è ripetuta, da ultimo, alle ore 11.12’.04’’ (cfr. schermata dei collegamenti, c.d. log), allorquando il sistema ha generato la seguente dicitura: “Si stanno per eliminare tutti i file firmati”. Quale sia stata la causa di tale situazione di “stallo telematico” non è dato sapere. Senonché, la tesi dell’Amministrazione, secondo cui la ricorrente avrebbe commesso un errore nel caricamento dei vari files, non trova rispondenza in alcun elemento oggettivo, ma è frutto di mere congetture, le quali delineano tuttavia situazioni astratte, che richiedono pertanto di essere accertate – e provate – in concreto. E nel concreto, la tesi di parte resistente e controinteressata, secondo cui la ricorrente avrebbe effettuato una operazione di modifica dei dati originariamente immessi, non ha trovato alcun riscontro oggettivo, restando relegata al rango di mera petizione di principio.

 

Centro Studi – Grizzaffi Management srl - Ediliziappalti.com

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Eilizia: indice Pmi segna 49.8 in discesa

Per la prima volta da marzo 2018 e a causa della contrazione dei nuovi ordini, a maggio diminuisce l'attività edile italiana.

Con l'indice Pmi che segna 49.8 in discesa da 52.5 di aprile, secondo le rilevazioni di IHS Markit PMI.

Anche gli acquisti sono diminuiti durante la metà del secondo trimestre e nonostante questo le aziende hanno aggiunto ulteriore personale al tasso più veloce da marzo 2007.

Allo stesso tempo, malgrado il declino dell'attività e dei nuovi ordini, l'ottimismo circa l'attività futura è aumentato al tasso più alto da aprile 2018.

Appalti pubblici e PMI: conferenza a Roma

  • Pubblicato in Eventi

La European Builders Confederation (EBC) e il suo membro italiano CNA Costruzioni organizzano giovedì 21 giugno presso la sede di CNA Nazionale a Roma, in Piazza Armellini 9 A, la conferenza “Appalti pubblici: come migliorare l’accesso delle MPI del settore edile?” nell’ambito del Congresso annuale EBC 2019.

Ogni anno una parte sostanziale degli investimenti pubblici nella nostra economia viene spesa attraverso gli appalti pubblici, che rappresentano oltre 1.900 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 14% del PIL europeo, il che ne fa un importante motore per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione. Per la sua grande importanza economica, soprattutto nel settore delle costruzioni, i mercati pubblici offrono una significativa opportunità di sviluppo, non solo per le grandi imprese, ma anche per le micro, piccole e medie imprese (MPI).

Tuttavia, sebbene le MPI rappresentino circa il 99,8% delle imprese dell’Unione europea, esse si aggiudicano solo il 45% circa del valore degli appalti pubblici (direttamente, in un consorzio o come subappaltatore), attribuendo loro un ruolo secondario negli appalti pubblici.

La conferenza annuale dell’EBC si concentrerà su come rimuovere gli ostacoli all’accesso delle MPI agli appalti pubblici per consentire loro di svolgere un ruolo più significativo, data l’importanza del loro ruolo come attori economici, ma anche di coesione e integrazione sociale. Particolare attenzione sarà dedicata all’attuazione della Direttiva sugli appalti pubblici, al fine di confrontare le migliori pratiche e segnalare possibili interpretazioni errate della Direttiva nei diversi Stati membri dell’UE.

Rete Professioni Tecniche in audizione sullo Sblocca Cantieri

Lo scorso 10 giugno 2019, la Rete Professioni Tecniche è stata invitata a partecipare all’audizione sul disegno di legge di conversione del DL 32/2019 (c.d. Sblocca Cantieri), presso la Commissione VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici, nell’ambito della prima lettura alla Camera dei Deputati che sarà, con buona probabilità, quella definitiva in considerazione del poco tempo disponibile per la conversione in legge del decreto.Dopo le audizioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dinanzi al Presidente Conte, ed ai Ministri Di Maio e Toninelli, e presso le Commissioni 8a Lavori pubblici e 13a Ambiente del Senato, tenutesi rispettivamente il 15 marzo ed il 6 maggio, con la presenza in Commissione VIII alla Camera dei Deputati, la RPT ha coperto l’intero iter legislativo del provvedimento, seguendone l’evoluzione sin dalle prime bozze e riuscendo a porre i propri rilievi alla diretta attenzione del Governo, prima, e del Parlamento, poi.

Nell’ambito dell’audizione si è svolta una iniziale disamina del provvedimento così come licenziato in prima lettura dal Senato, analizzando in particolare le modifiche apportate in base alle proposte avanzate dalla RPT.

In primo luogo la RPT ha rivendicato con forza la soppressione della lettera aa), comma 1, articolo 1, attraverso cui si reintroduceva l'incentivo del 2% per le attività di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e di verifica preventiva della progettazione, svolte dai dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Il legislatore ha compreso che una norma siffatta avrebbe rappresentato un ulteriore colpo al principio della centralità della progettazione, intesa come elemento a garanzia della qualità del progetto e dunque del progettista. Sono tanti i colleghi preparati ed attenti che svolgono la loro attività nei ruoli della pubblica amministrazione, ma è velleitario pensare che un incentivo così irrisorio, unito ad un’attività eterogenea ed a strumenti spesso obsoleti messi a disposizione dei dipendenti pubblici, possa essere sufficiente a garantire la medesima qualità dei progetti curati nell’ambito di studi professionali in concorrenza tra loro.

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