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Principi di segretezza e trasparenza nelle gare telematiche

Principi di segretezza e trasparenza nelle gare telematiche

Il TAR Firenze, con sentenza n. 1225 del 25 settembre 2018, si è pronunciato sul rispetto dei principi di segretezza e trasparenza nell'ambito delle gare telematiche. Nel caso di specie, la stazione appaltante aveva omesso di indicare le modalità attraverso le quali era stata garantita la riservatezza dei progetti presentati dai concorrenti; secondo la ricorrente tale indicazione sarebbe stata ancor più necessaria in quanto ogni singolo componente della commissione di gara era autorizzato a visionare autonomamente le offerte tecniche presentate. Secondo il Collegio, la doglianza non aveva pregio.

Peri i membri della commissione era stato possibile accedere ai progetti dei concorrenti mediante username e password; ciò è valso a concretare una idonea cautela a tutela della riservatezza delle offerte. Ad ogni modo, è bene precisare che non sussiste un onere di specificare nel verbale di gara le cautele adottate a tutela della segretezza del contenuto di quanto proposto dai contendenti. Invero, secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, la legittimità della procedura selettiva deve essere valutata in modo sostanziale e non meramente formale, talché la mancata dettagliata indicazione nei verbali di gara delle specifiche modalità di custodia dei plichi e/o degli strumenti utilizzati per garantire la segretezza delle offerte non costituisce di per sé motivo di illegittimità del verbale e della complessiva attività posta in essere dalla commissione di gara, dovendo invece aversi riguardo al fatto che, in concreto, sia stata alterata la genuinità delle offerte (Cons. Stato, A.P., 3.2.2014, n. 8; TAR Lazio, Roma, I, 11.7.2016, n. 7924).

Con la seconda doglianza in cui si articola il primo motivo l’esponente lamentava l’incomprensibilità della ragione per cui si era data facoltà ad ogni singolo componente della commissione di visionare le offerte tecniche. Invero, la facoltà di ogni singolo commissario di esaminare i progetti presentati è evidentemente funzionale ad agevolare lo studio dei progetti stessi, ai fini di una istruttoria più esauriente possibile. In ogni caso, ad una fase di studio individuale è seguita una fase di valutazione collegiale, che nulla toglie alla validità della procedura e del previsto strumento di accesso individuale ai progetti.

Si allega la sentenza in esame.

Centro Studi – Grizzaffi Management srl - Ediliziappalti.com

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