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Offerta anomala ed esclusione disposta dal RUP

Offerta anomala ed esclusione disposta dal RUP

Il TAR Milano, con sentenza n. 1904 del 31 luglio 2017, si è pronunciato sulla legittimità del provvedimento di esclusione disposto dal RUP, a seguito di un giudizio di anomalia dell'offerta, in assenza del coinvolgimento della commissione di gara. Il coinvolgimento di quest’ultima nell’attività di valutazione della congruità dell’offerta sarebbe, a detta della ditta esclusa, obbligatorio, sicché la determinazione finale del RUP sarebbe illegittima perché adottata senza il citato parere obbligatorio della commissione.La doglianza, per quanto suggestiva, è stata giudicata infondata, per le ragioni che seguono.

In primo luogo, gli articoli 31 e 77 del codice, riguardanti rispettivamente le figure del RUP e della commissione giudicatrice, non contengono la previsione espressa che il RUP, allorché deve valutare l’anomalia di un’offerta, ha comunque l’obbligo di avvalersi del parere della commissione di gara, posto che nessuno dei due articoli lo prevede espressamente. Neppure l’art. 97 del codice, sulle offerte anormalmente basse, contempla un simile obbligo, anzi si riferisce semplicemente, allorché disciplina il procedimento di verifica dell’anomalia, alla “stazione appaltante”, senza altro aggiungere. Al contrario, il citato art. 31, comma 3 assegna al RUP lo svolgimento di tutti i compiti relativi alle procedure previste dal codice, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti. L’art. 77 del codice, poi, attribuisce alla commissione il compito di valutazione delle offerte tecniche ed economiche, ma nulla dice sulla eventuale verifica di anomalia, che deve reputarsi quindi di spettanza esclusiva del RUP, stante l’art. 31 sopra indicato.

Quanto alle linee guida ANAC, anche ammesso che il giudice ne sia pur indirettamente vincolato, il riferimento della ricorrente è a quelle di cui al n. 3 del 2016, approvate con deliberazione n. 1096/2016, nel testo che viene ritenuto applicabile ratione temporis alla presente fattispecie, nelle quali è previsto che il RUP effettui la verifica di anomalia “con il supporto della commissione”.La nozione di “supporto” non deve essere confusa con quella di “parere”, che appare invece giuridicamente più chiara. Se ANAC avesse voluto subordinare l’operato del RUP al parere obbligatorio della commissione, avrebbe presumibilmente utilizzato un diverso lessico, con l’espresso riferimento all’istituto giuridico, ben noto nel diritto amministrativo, del “parere”.

A conferma di quanto sopra, nella relazione illustrativa di ANAC agli aggiornamenti delle linee guida n. 3/2016, la stessa Autorità evidenzia che per effetto dell’aggiornamento i compiti svolti dal RUP con riferimento alla verifica di congruità delle offerte “sono stati meglio esplicitati”, quindi non modificati o variati ma semplicemente chiariti, il che conferma che anche prima dell’aggiornamento il supporto non aveva carattere obbligatorio.

Si allega la sentenza in esame.

Centro Studi – Grizzaffi Management srl - Ediliziappalti.com

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