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Legittimità delle sottocomissioni e valutazione finale

Legittimità delle sottocomissioni e valutazione finale

La commissione giudicatrice di gare d'appalto è un collegio perfetto, che deve operare, in quanto tale, in pienezza della sua composizione e non con la maggioranza dei suoi componenti, con la conseguenza che le operazioni di gara propriamente valutative, come la fissazione dei criteri di massima e la valutazione delle offerte, non possono essere delegate a singoli membri o a sottocommissioni.

Tuttavia, per esigenze di funzionalità, non è indispensabile la piena collegialità e le sottocommissioni sono da considerare legittime quando occorra effettuare attività preparatorie, istruttorie o strumentali, destinate, come tali, a refluire nella successiva e definitiva valutazione dell’intero consesso. In concreto, l’attitudine meramente strumentale dell’attività delegabile o affidabile a sottocommissioni dovrà avere la duplice caratteristica di essere, ex ante e in abstracto, suscettibile di potenziale verifica a posteriori da parte del plenum e di essere, ex post e in concreto, effettivamente acquisita alla valutazione collegiale piena, in termini di controllo, condivisione ed approvazione.

Pertanto, l’affidamento alle due sottocommissioni (in cui era suddivisa la commissione giudicatrice nel caso di specie), del compito di valutare, rispettivamente, le offerte economiche e le offerte tecniche, certamente integra una vera e propria violazione dei principi in tema di funzionamento dei collegi perfetti, in base ai quali gli stessi sono tenuti ad operare con l’interezza dei propri membri, dovendo le decisioni essere assunte dal plenum.

Si allega la sentenza del Consiglio di Stato, n. 4143 del 6 luglio 2018.

Centro Studi – Grizzaffi Management srl - Ediliziappalti.com

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