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Avvalimento di capacità economica finanziaria

Avvalimento di capacità economica finanziaria

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2102 del 4 aprile 2018, si è pronunciato sulla validità di un contratto di avvalimento, avente ad oggetto il requisito di capacità economica finanziaria. In particolare, la società appellante lamentava che il contratto in questione, con il quale l’impresa ausiliaria aveva messo a disposizione di quella ausiliata il requisito di fatturato specifico richiesto dalla lex specialis, non indicasse le risorse prestate, assumendo, quindi, rilevanza meramente cartolare ed astratta.

A tal proposito, sussiste un consolidato filone giurisprudenziale a mente del quale per l’avvalimento dei requisiti di capacità economica e finanziaria, ed in particolare del fatturato globale o specifico, non è richiesta l’indicazione dei mezzi e delle risorse aziendali messe a disposizione dall’ausiliaria per l’esecuzione dell’appalto, perché l’impegno assunto da quest'ultima riguarda la complessiva solidità patrimoniale e finanziaria, la quale è riferibile all’azienda nel suo complesso.

Già più volte il Consiglio aveva avuto modo di precisare che nelle gare pubbliche, in caso di avvalimento avente ad oggetto il requisito di capacità economica finanziaria, rappresentato dal fatturato sia globale che specifico, la prestazione oggetto specifico dell’obbligazione è costituita non già dalla messa a disposizione da parte dell’impresa ausiliaria di strutture organizzative e mezzi materiali, ma dal suo impegno a garantire con le proprie complessive risorse economiche, il cui indice è costituito dal fatturato, l’impresa ausiliata. 

In sostanza, ciò che la impresa ausiliaria mette a disposizione della impresa ausiliata è il suo valore aggiunto in termini di solidità finanziaria e di acclarata esperienza di settore, dei quali il fatturato costituisce indice significativo. Ne consegue che non occorre che la dichiarazione negoziale costitutiva dell’impegno contrattuale si riferisca a specifici beni patrimoniali o ad indici materiali atti ad esprimere una determinata consistenza patrimoniale e, dunque, alla messa a disposizione di beni da descrivere ed individuare con precisione, essendo sufficiente che da essa dichiarazione emerga l’impegno contrattuale della società ausiliaria a mettere a disposizione la sua complessiva solidità finanziaria ed il suo patrimonio esperienziale, garantendo con essi una determinata affidabilità ed un concreto supplemento di responsabilità. Tutti elementi minimi che risultavano soddisfatti dal contratto di avvalimento in esame, che non può quindi configurarsi alla stregua di un prestito di un valore puramente cartolare ed astratto.

Si allega la sentenza in esame.

Centro Studi – Grizzaffi Management srl

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