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Rigenerazione per oltre 6.000 mila borghi abbandonati

Rigenerazione per oltre 6.000 mila borghi abbandonati

Borghi e centri storici sono l’anima del nostro territorio, un’immensa ricchezza culturale e non solo. Eppure oggi, gli uni e gli altri, sono minacciati dall’incuria, da politiche inadeguate, dalla mancanza di vigilanza e progettualità da parte delle istituzioni, dall’abbandono. La denuncia parte da Italia Nostra, l’organizzazione storicamente preposta, con le sue sezioni diffuse su tutta la penisola, alla vigilanza del territorio.

Recenti dati Istat indicano un vero e proprio boom turistico nel 2017 per le città d’arte e, soprattutto, per i piccoli borghi, i quali hanno fatto registrare un’annata record con ben 95 milioni di presenze e una quota di stranieri molto rilevante. Si tratta di numeri entusiasmanti, a fronte dei quali si apre però una grande piaga: quella dei borghi abbandonati, dove non è rimasto più nessun abitante, spesso straordinari gioielli di storia che, tuttavia, restano completamente – e immotivatamente – al di fuori del flusso turistico. Sono ben 6.000 secondo i dati Istat (contando anche stazzi e alpeggi). Un patrimonio inestimabile che, alla luce dei recenti dati sul successo turistico dei borghi abitati, si può intuire quale straordinario apporto potrebbe fornire al nostro tessuto sociale, al territorio, a tutto il sistema paese se venisse coinvolto nel turismo. Oltre, ovviamente, all’importanza del recupero di una componente culturale che è un delitto disperdere.

La soluzione a questo stato di abbandono e alla conseguente perdita del patrimonio artistico e culturale  potrebbe essere la “rigenerazione”. Rigenerazione, tutela, messa in sicurezza, infrastrutture, sviluppo. Sono questi i termini chiave allo scopo di salvaguardare e valorizzare il territorio, i centri storici, i nostri grandi e piccoli borghi.

Redazione – Grizzaffi Management srl

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